La vacanza in estate? Nelle ville da sogno in Lucchesia. L’analisi di un boom: i prezzi e cosa chiedono i clienti
La richiesta è aumentata, soprattutto dal nord Europa: la nostra intervista alla manager dell’agenzia Salogi
LUCCA. In termini di chilometri sono vicinissime, eppure sembrano così lontane. La “Las Vegas” – leggi Forte dei Marmi, o almeno un suo volto – raccontata da Fabio Genovesi da un lato, e dall’altro la Lucca come appare attraverso i tenui colori di saloni affrescati o gli ombrosi giardini di eleganti dimore storiche. Sembra quasi di sentirla, questa diversità. Il turbinio delle eliche di un aereo – cosa c’è di più scenografico di un arrivo dall’alto? – che atterra proprio davanti alla villa con colonne dorate, o la musica del divertimento nei locali alla moda per la prima; il frinire dei grilli, il fruscio del vento tra una tenda che s’affaccia sullo sciabordio della piscina per la seconda.
Certo, si parla di due immaginari che, proprio per questo, si possono “contaminare”, ma la vacanza in Lucchesia che emerge dalle sue ville in affitto – rigorosamente con la piscina – piace, piace sempre di più. Piace anche la possibilità di provare delle esperienze autentiche, di andare alla scoperta di un piccolo borgo pressoché conosciuto o di avere una cuoca del luogo che cucini tordelli e altre specialità del posto. Macché lo chef stellato.
«Negli ultimi anni la richiesta di ville in Lucchesia per le vacanze è aumentata», conferma Ginevra Giurlani, manager dell’agenzia Salogi a Lucca, specializzata proprio nella locazione di ville. Il loro portfolio abbraccia anche altri luoghi della Toscana, e perciò notano ancora di più l’incremento che sta interessando l’area di Lucca.
Come gli anni passati, per la stagione 2026 – da maggio – le dimore sono tutte piene fino alla fine di settembre. A crescere è proprio l’interesse per questa zona, «facilitato da un aumento della clientela europea», spiega Giurlani. Solo per dare un’idea: «Nel 2018 – dice – il 50% di clienti veniva principalmente da Inghilterra, America e Canada. Quest’anno siamo intorno al 30-35%». Il loro “posto” è stato preso in gran parte dall’Olanda, ma anche dalla Germania e dai Paesi del Nord, come Danimarca, Norvegia e Svezia. Si badi bene: «Restano comunque piccole percentuali, ma la novità di quest’anno è che mai prima c’era stata una domanda così forte», precisa Giurlani.
Americani e canadesi ci sono ancora, ma è la clientela nord-europea che avanza. E chiede sempre più di Lucca: «C’è la vicinanza con il mare, la facilità di arrivare in aereo ma anche – ricorda Giurlani – in auto. Con la premessa che il portfolio è abbastanza controllato nei numeri: cerchiamo di non espandere in modo massivo le case per mantenere un’alta qualità del servizio». Dietro si può riconoscere l’azione di una pluralità di fattori: la maggiore salute dell’economia in quei Paesi, le tensioni geopolitiche, ma anche, aggiunge Giurlani, «un forte incremento pubblicitario sulla Lucchesia, in particolare da dopo il Covid».
Oltre alla geografia di chi sceglie una villa lucchese per le sue vacanze, quest’anno è cambiato anche il periodo in cui la richiesta è maggiore. «Le stagioni – conferma Giurlani – stanno cambiando: mentre in passato luglio e agosto erano i primi periodi che venivano affittati, ora il “pienone” si sta allungando e arrivano molte più richieste per maggio giugno, o anche settembre ottobre. Su questo ha influito il caldo».
Ma chi sceglie la villa? Spesso si tratta di strutture che possono accogliere anche 12-16 ospiti, quindi «i nostri clienti sono gruppi di famiglie con amici o, soprattutto a maggio o settembre, gruppi di amici che viaggiano insieme», spiega Giurlani.
L’offerta, poi, è diversificata. Si va infatti dalla casa-villa un po’ più piccola e semplice fino alle dimore più importanti, di lusso. «Le dimore che affittiamo – sottolinea Giurlani – hanno sempre dietro un proprietario, nel senso che la scelta dell’azienda, sin dalla sua nascita negli anni Ottanta, è stata quella di offrire immobili di persone che li usano come seconda casa e li affittano».
Così il range va dai 1.700-1.900 euro alla settimana in bassa stagione per le soluzioni più semplici fino ai 20mila euro, sempre a settimana, per dimore più importanti. Ci sono poi casi particolarissimi, come una villa a 11mila euro a notte. «Un’eccezione», sottolinea Giurlani. Si vuole la villa, ma anche il “contorno”, e cioè le esperienze che può offrire il territorio, seguendo una tendenza che è del turismo in generale. «I clienti – spiega la manager – cercano esperienze locali. Ad esempio, per il servizio cucina preferiscono la cuoca locale, vogliono mangiare come noi. O ancora, invece di chiedere dov’è il supermercato, vogliono sapere dell’ortofrutta o del macellaio, dove possono prendere il pane buono. E chiedono cosa possono visitare anche al di là del posto super turistico».
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