Il Tirreno

L’idea

Cecina, il ristorante che cerca coppie “cell-free”: a cena con lo sconto se spegni il telefono

di Cecilia Morello

	A destra Niccolò D'Andrea
A destra Niccolò D'Andrea

La proposta di un locale sul lungomare di Cecina, in tanti aderiscono. L’iniziativa lanciata ha come sottotitolo “Torniamo a parlare”: come funziona

30 marzo 2024
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CECINA. Rinunci a tenere il cellulare a tavola? Al ristorante enoteca di Marina Cecina Separè 1968, per le coppie che accettano di «godersi la cena senza distrazioni», c’è in palio un buono sconto.

L’iniziativa

È Niccolò D’Andrea a lanciare l’idea nel suo locale. «In realtà è già qualche settimana che lo sperimento. Volevo capire come reagivano i clienti, quali erano le difficoltà». E lo hanno apprezzato, eccome. «Qualcuno mi ha anche ringraziato, per avergli ricordato cosa significa godersi qualche ora così». Il locale è un ristorante e wine bar sul viale della Vittoria. Da circa un anno Niccolò d’Andrea lo ha rilevato e trasformato, puntando molto sulla parte enoteca, aperto per pranzi, cene e aperitivi. L’iniziativa lanciata ha come sottotitolo “Torniamo a parlare”. Funziona così. All’ingresso nel ristorante, al momento dell’accoglienza, alle coppie viene messo a disposizione un cestino che resterà ai dipendenti, dove possono lasciare i propri cellulari spenti. Verranno restituiti solo alla fine della cena e al momento di pagare il conto avranno un voucher valido per sei mesi con 20 euro di sconto sulla prossima cena.

Tornare a parlare

«Non è una mia idea, è un’iniziativa che ha origini scandinave. L’obiettivo chiaramente è quello di tornare a parlare e a gustare quello che ti viene servito in tavola. Se non abbiamo il telefono non ci facciamo distrarre da cose esterne, non ci mettiamo a fotografare il piatto per pubblicarlo sui social. E la conseguenza inevitabile è che i nostri sensi sono più accesi, e siamo portati a parlare con la persona che abbiamo a fianco».

Lo sconto

L’iniziativa è rivolta esclusivamente alle coppie. Un po’ per una questione logistica quando invece si tratta di una tavolata di amici, un po’ perché sono proprio le coppie quelle che possono aver più bisogno di ritrovare un momento a due, per chiarire qualcosa, per tornare a parlare, appunto. Cosa che invece spesso al ristorante non succede. «Lo vedo io ma lo vediamo tutti. Al ristorante come anche a casa. E succede a me per primo – ammette D’Andrea -. Anche a casa ci siamo imposti da qualche tempo di non portare i telefoni a tavola al momento dei pasti. Ma al ristorante non avere distrazioni consente di apprezzare molto di più quello che si mangia e si beve. In queste settimane ho visto le coppie senza telefono mettersi a parlare di quello che stavano mangiando, dei sapori, o del profumo del vino, molto di più di quanto facessero con i cellulari a portata di mano».

E per chi ha bambini?

Una delle difficoltà nell’abbandonare quella che ormai per molti di noi è diventata una protesi, una parte del corpo da cui non ci separiamo mai, è quella di non essere contattabili. L’esempio classico è quello di chi ha i bambini a casa e non può permettersi di spegnere il telefono per un paio d’ore. «Lo capisco, mi è stata fatta questa obiezione e io stesso da genitore la capisco. Ma ho detto loro che possono serenamente lasciare il recapito del ristorante. Se ci dovesse essere qualsiasi emergenza, possono farci chiamare».

Una cena “cell-free” è quasi una sfida al giorno d’oggi: ma in palio, oltre al buono sconto per replicare la serata, ci sono un paio d’ore fuori dal mondo, e questo, lo sappiamo bene, non ha prezzo. 


 

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