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Cavalli, contrade... è palio

di Marco Sabia
I cavalli lanciati dai fantini a caccia del cencio, il drappo più ambito di Fucecchio
I cavalli lanciati dai fantini a caccia del cencio, il drappo più ambito di Fucecchio

Domenica “il giorno dei giorni” a Fucecchio. Sfida tra 12 quartieri per prendere il cencio

19 maggio 2023
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FUCECCHIO.  Per Fucecchio - città di Indro Montanelli a metà strada fra Firenze e Pisa - domenica sarà "il giorno dei giorni", prendendo in prestito un famoso pezzo di Ligabue.

Qui - dal 1981 ad oggi - la città si divide in 12 contrade, che poi prendono parte a un palio coi cavalli, al termine del quale il popolo vincitore ha in sorte un drappo di stoffa dipinto: il cencio. n evento nato nel 1981 per mano dei donatori di sangue Fratres, che lo scelsero come evento culmine della settimana del donatore proprio nell’ottica di promuovere questa pratica salvavita; negli anni il Palio ha pian piano iniziato a scandire i tempi dei riti pagani della città, tanto che - come a Siena - quando si arriva in prossimità della corsa si suol dire: «Vabbe’, questa cosa ormai facciamola dopo il Palio».

Le contrade sono dodici e otto di queste hanno una nemica: Porta Bernarda contro Porta Raimonda, Cappiano contro Ferruzza, Massarella contro Torre e Botteghe contro Borgonovo.Le altre quattro (Sant’Andrea, Samo, San Pierino e Querciola) sono contrade pacifiche, nel senso che non nutrono inimicizia nei confronti di nessuno.

Le rivalità negli anni sono esplose per motivi di confine, per screzi in corsa, per questioni "di paese" fra frazioni vicine oppure a seguito di infuocati derby calcistici.

Il Palio della domenica pomeriggio nell’ex cava d’argilla della famiglia d’Andrea (Fucecchio oggi è terra di concerie ma in passato produceva una mole enorme di mattoni con le sue fornaci ora dismesse) al mattino è preceduto da un corteggio storico con 1200 figuranti, dove ogni contrada sceglie un tema di sfilata e punta a vincere il Premio Cardini, il riconoscimento intitolato al padre fondatore della corsa, il compianto Tommaso Cardini.

Poi nel pomeriggio gli animi si scaldano, i dodici popoli prendono posto sui "ciglioni" e qui stanno fino a quando la finale a otto (con le prime quattro classificate di ognuna delle due batterie da sei) non viene disputata; fra i canapi succede un po’ di tutto, anche perché i fantini (che sono quelli del giro senese) sono dei capitani di ventura capaci di ogni impresa, sia in senso positivo che negativo.

Può capitare che per la finale si aspetti anche un’ora e mezza prima di partire, prima che la "mossa" non sia matura; oppure che in 5 minuti si trovi un allineamento accettabile che consenta a tutti di sognare di riportare il cencio in contrada.

Per chi arriva da fuori e non conosce le dinamiche di questo microcosmo, le reazioni possono essere soltanto due: la fuga o la fascinazione, un po’ come successe a Pif quando realizzò una puntata de "Il testimone" sul Palio di Siena.

Fucecchio è tra i palii più importanti d’Italia: tolta l’immortale Siena che fa repubblica a sé, Fucecchio se la gioca coi "cugini" di Asti e con quelli di Ferrara e di Legnano. Ma a livello di attaccamento - sarà per il temperamento pugnace e campanilistico tipico dei toscani - a Fucecchio il Palio è la più importante delle cose non importanti.

Si racconta che Sandro Pertini - in polemica col fucecchiese Montanelli - ebbe a dire che i fucecchiesi la mattina si alzano e se non hanno da dire male di nessuno, sparlano di quello che hanno davanti allo specchio. Ecco, un ritratto che in parte ci sta per una città dove vale la regola "Nemici un giorno, amici tutto l’anno". l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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