Il Tirreno

Il mondo di Altan: la Pimpa, la satira, i colori e la speranza

di Guido Siliotto
Il mondo di Altan: la Pimpa, la satira, i colori e la speranza

A Pistoia una mostra evento: tavole memorabili e materiale inedito raccontano l’opera di uno dei maestri del fumetto italiano

31 marzo 2023
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“Il mondo com’è… e come dovrebbe essere” è il sottotitolo della mostra “Altan, Cipputi e la Pimpa”, dedicata a Francesco Tullio Altan, realizzata da Pistoia Musei e Fondazione Caript, ospitata a Pistoia a Palazzo Buontalenti fino al 30 luglio.

E non ci poteva essere titolo più azzeccato per una carrellata che mette assieme l’amarezza di Cipputi e le tante sferzanti vignette sulla politica e la società italiana da una parte e le avventure della Pimpa dall’altra. Come dire che la constatazione del pessimo stato di salute ormai conclamato del mondo degli adulti può trovare una cura solo nella profonda curiosità per quelle cose che contano davvero, ma che solo i bambini sanno apprezzare. Il punto di vista di uno dei più amati fumettisti italiani, capace come pochi di sintetizzare in fulminanti battute un biasimo profondo e perfettamente consapevole, netta sintesi del lento e inesorabile declino di una società alla deriva.

Un percorso espositivo ambizioso e spettacolare, curato da Luca Raffaelli, in collaborazione con Kika Altan, che centra l’obiettivo di mettere insieme le diverse anime di un artista così eclettico e profondo, campione di satira, ma anche filosofo e poeta, disegnatore dal tratto originalissimo e capace di rendersi riconoscibile sia coi celebri personaggi dai nasi ritorti e le palpebre calate, sia coi tenerissimi animali dell’universo Pimpa.

Tanti i disegni e le tavole originali, occasione unica per cogliere la qualità del segno – e l’uso del colore – dell’artista trevigiano, per la gioia dei fan. Ecco allora, nella prima sezione della mostra (“Il mondo com’è”), i vari Cipputi e Italo, Ugo e Luisa, oltre a una spassosissima sezione dedicata a Trino, un dio che funge da esecutore della Creazione, mentre un suo superiore gli dà generiche direttive (“Ci posso mettere dei vulcani, scorpioni, bacilli e cacca?”). E poi mille vignette, satira sopraffina che racconta l’Italia più di un qualsiasi libro di storia, ma anche un’importante sezione dedicata ai suoi feuilleton, che oggi si chiamano graphic novel. Una parte molto rilevante, ma meno conosciuta dal grande pubblico, del repertorio di Altan, con personaggi straordinari come Colombo e Ada. Lavori spesso apparsi a puntate su riviste e che sono diventati ormai di difficile reperibilità, tanto che Coconino Press, una delle più prestigiose case editrici del fumetto in Italia – che si è occupata anche di realizzare il catalogo della mostra –, da qualche anno ha iniziato a ripubblicare quelle storie in volumi antologici, l’ultimo dei quali è uscito in questi giorni.

“Avventure metropolitane” contiene sei racconti grafici uno più bello dell’altro, con introduzione redatta da Maicol & Mirco, fumettista straordinario, tra i pochi possibili eredi del funambolismo di Altan e artefice di un appassionato intervento sabato scorso alla gremita presentazione dal vivo della mostra in compagnia dello stesso Altan, assai sornione, spalleggiato dal curatore Raffaelli e da Giovanni Ferrara di Coconino.

Nella seconda parte del percorso espositivo, ecco finalmente “Il mondo come dovrebbe essere”, con i fumetti di Pimpa e Kamillo Kromo che, formalmente, nascono per i bambini, ma parlano soprattutto agli adulti, però solo a quelli che li vogliono davvero ascoltare. In queste ultime sale spiccano anche numerosi disegni inediti, quelli di un giovane Altan ancora aspirante pittore, prima dell’approdo al fumetto con le tavole di “Kika & Jaime”, frutto dell’avventura brasiliana e della collaborazione col “Jornal do Brasil”, riscoperte in occasione della mostra e inserite nel catalogo. Le sale conclusive diventano anche luogo di giochi per i bambini.

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