Il Tirreno

Benvenuto a casa “Clandestino”, è la notte del concerto di Manu Chao a Livorno

Dario Serpan
Benvenuto a casa “Clandestino”, è la notte del concerto di Manu Chao a Livorno

Tutto esaurito all’ex ippodromo per l'ultimo appuntamento del Cortomuso Festival. L'artista sul palco con la nuova tournée in versione acustica

29 agosto 2021
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LIVORNO. A Livorno non era mai venuto, eppure l’affinità elettiva tra la città e l’indole di un artista come lui sembra evidente. Cortomuso Festival è riuscito a convincerlo, i biglietti lanciati in due mandate sono andati esauriti in poche ore, quindi il gran finale è servito: stasera sul palco dell’ex Ippodromo Caprilli c’è Manu Chao. Appuntamento alle 21.30 per l’evento che chiuderà la prima edizione della manifestazione organizzata da Fondazione L.E.M. – Livorno Euro Mediterranea per il Comune di Livorno, con la produzione di The Cage e la collaborazione di Musiche Metropolitane. Dieci serate di concerti si chiudono con l’unico ospite internazionale del festival che pesca il suo nome proprio ispirandosi all’ippica: cavallo che al fotofinish vince di pochi centimetri vince, infatti, di un “corto muso”.

L’artista franco-spagnolo, uno dei più conosciuti e amati del mondo latino, arriva a Livorno sotto l’insegna di “El Chapulín Solo – Manu Chao Acústico”, la nuova tournée che lo vede protagonista in versione acustica, accompagnato da Lucky Salvadori alla chitarra e Mauro Mancebo alle percussioni. Già più volte autore di concerti memorabili nel nostro Paese, con cui ha stretto un rapporto speciale, Manu Chao porterà sul palco un repertorio che include pezzi celebri come Clandestino, Me Gustas Tu, Desaparecido, Bongo Bong, Welcome to Tihjuana e tanti altri.

Nato a Parigi nel 1961 da genitori spagnoli, l’artista ha guidato dal 1987 al 1994 i Mano Negra, la band francese di ispirazione anarchica che ha lanciato il rock latino, in bilico tra punk e ritmi sudamericani. Con il suo primo album da solista, “Clandestino”, in cui prevalgono sul punk e sul rock i ritmi messicani, brasiliani e afrocubani, Manu Chao vende oltre quattro milioni di copie e conquista il pubblico di tutto il mondo. Un successo musicale che diventa anche politico e che vede l’artista divenire una delle icone del movimento no-global, del quale la sua musica diventa simbolo. Il suo vero ultimo album è tuttora “La Radiolina”, del 2007: piuttosto che vendere dischi registrati in studio fa circolare musica nuova sul web, offrendola gratuitamente. Per intercettarlo è necessario assistere a uno dei live che abitualmente fa in giro per il mondo. Spirito libero e anticonformista, non rimane mai ancorato a lungo a un luogo specifico: dal 2012 al 2020 porta in giro per il mondo la propria musica con “La Ventura Tour”, una tournée che dura ben otto anni e che si interrompe solo a causa della pandemia. Cittadino del mondo che ispira più generazioni, Manu Chao canta in spagnolo, galiziano, francese, arabo, portoghese, italiano, inglese e wolof, mescolando spesso più lingue nella stessa canzone. La sua ricetta musicale è chiara e va di pari passo con la sua personalità onnivora: musica meticcia, strumenti popolari di tutto il mondo e musicisti di ogni nazionalità e colore.

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