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L’Italia torna a mani vuote ma la Pausini è in paradiso «Un’emozione unica»

F.L.
L’Italia torna a mani vuote ma la Pausini è in paradiso «Un’emozione unica»

«Aver cantato sul palco dell’Academy è incredibile» Delusione per Cantini Parrini, il costumista di “Pinocchio”

27 aprile 2021
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L’Italia resta a bocca asciutta nell’edizione 2021 degli Oscar. Non che qualcuno ci credesse fino in fondo, però – si sa – quando si è in ballo, si deve ballare. E, alla fine, resta l’amarezza. La più scottata dalla serata di Los Angeles è senza dubbio Laura Pausini che, dopo aver accolto con entusiasmo l’ingresso nella cinquina dei candidati alla miglior canzone, un po’ ci aveva creduto. A illudere lei, e un po’ anche tutti noi, pure i pronostici che la davano alla vigilia come possibile favorita. Mancano dieci minuti all’una di notte (ora italiana) di domenica quando Laura Pausini fa la propria apparizione sul red carpet insieme alla compositrice Diane Warren, pluricandidata, ma mai vincitrice. Pausini ha un lungo vestito nero di Valentino, dotato di una tasca. Per sua stessa ammissione, là dentro ci ha infilato un bigliettino con il discorso da fare in caso di vittoria. Invece nulla da fare. A conquistare la statuetta è Fight for you, dal film Judas and the Black Messiah, di H.E.R., Dernst Emile II e Tiara Thomas. «Aver fatto parte di un progetto così speciale come “The Life Ahead” con Edoardo Ponti e Sophia Loren è stato per me uno dei regali più grandi che la vita potesse farmi – il commento che la cantante ha scritto sui social – Aver cantato “Io sì” sul palco dell'Academy è un sogno che mai avrei potuto sperare si avverasse, ancora di più in un'edizione così storica Torno in Italia felice di aver vissuto un’esperienza irripetibile nata per un messaggio importante che condivido completamente e per la grande passione che dopo ventotto anni ho ancora per la musica». Tutto giusto, ma l’amaro in bocca resta. D’altra parte, una delle poche cose positive di questi Oscar, è stata proprio l’esibizione delle canzoni in gara, realizzate prima della cerimonia e mostrate nel pre-show. Laura Pausini, in un tailleur dorato, ha cantato “Io sì (Seen)”, dal film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, in una location da favola, sul tetto dell’Academy Museum, accompagnata al piano da Diane Warren (per lei è la dodicesima nomination caduta nel vuoto) e da un’orchestra al completo. Delusione anche per gli altri candidati italiani, nei reparti dei costumi e del trucco. Entrambi per il film Pinocchio di Matteo Garrone. Nei costumi Massimo Cantini Parrini si è visto sfilare la statuetta dalla collega Ann Roth per la pellicola Ma Rainey’s Black Bottom, mentre Dalia Colli, Mark Coulier e Francesco Pegoretti, nella categoria trucco e acconciature, hanno perso con Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal and Jamika Wilson, sempre per il film di George C. Wolfe. Una doppia scelta discutibile che non ha ricompensato la creatività dei professionisti italiani, preferendo lavori più ordinari, spesso politicamente corretti. —



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