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Europei, Toscana super protagonista: Ginevra Taddeucci regina d’Europa nella Senna, terza Lisa Caponi

di Redazione web

	(foto da Federnuoto)
(foto da Federnuoto)

Taddeucci diventa la terza italiana a vincere la dieci chilometri agli Europei dopo Martina Grimaldi e Rachele Bruni

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PARIGI. Azzurra la regina della Senna. In quelle stesse acque non proprio cristalline dove due anni fa conquistò nella 10 km un nobilissimo bronzo olimpico, Ginevra Taddeucci sulla stessa distanza mette in riga la concorrenza continentale prendendosi un oro con una cavalcata straordinaria negli ultimi due chilometri che legittimano la superiorità della 29enne nuotatrice toscana.

E' bastata una accelerazione breve ma sferzante per sorpassare e respingere in controllo l'assalto della campionessa uscente ungherese Viktoria Mihalyvari Farkas, argento davanti ad un altra azzurra, Lisa Caponi, artefice di un terzo posto inaspettato da consegnare alla storia. Con i due podi il nuoto in acque libere raggiunge infatti quota cento (anzi, centouno) nella storia dei campionati europei (39 ori, 29 argenti e 33 bronzi), altra conferma della qualità e garanzia di un movimento che in campo maschile però subisce nella stessa distanza un'altra delusione dopo quella olimpica.

Gregorio Paltrinieri infatti poche ore prima del successo azzurro al femminile, si era dovuto accontentare di un quarto posto pieno di rimpianti davanti a Marcello Guidi, entrambi responsabili di un errore di strategia nei momenti decisivi della gara.

Taddeucci diventa la terza italiana a vincere la dieci chilometri agli Europei dopo Martina Grimaldi (Eilat 2011 e Piombino 2012) e Rachele Bruni (Hoorn 2016), medagliate olimpiche come lei: Grimaldi bronzo a Londra 2012 e Bruni argento a Rio 2016. E sono due i precedenti di doppiette continentali nella specialità al femminile: a Eilat 2011 Grimaldi vinse l’oro e Bruni si prese l’argento; a Hoorn 2016 Bruni conquistò il titolo e Arianna Bridi il bronzo. Un successo costruito con pazienza e intelligenza tattica. Taddeucci resta sempre nelle prime posizioni, controlla la gara alle spalle della campionessa europea uscente Viktoria Mihalyvari Farkas e poi cambia ritmo nel momento decisivo. Prima una progressione per tastare la situazione, poi l’affondo nel penultimo giro: l’azzurra prende la testa della gara, insiste, martella l’andatura e spezza il gruppo delle inseguitrici. Alle sue spalle si piazza una arrembante Linda Caponi.

La senese di Poggibonsi, settima a Stari Grad 2025, disputa una gara di grande maturità, rimane sempre nel vivo della lotta e firma la doppietta azzurra.

«Parigi è sempre stata una tappa fortunata per me. Qui ho vinto la prima medaglia in Coppa del Mondo, poi c'è stata l'Olimpiade e adesso siamo qui. Mi dispiace un po' che è stata una gara non particolarmente competitiva, mancavano le più forti, mi sembrava di essere in acqua da sola. Speravo di arrivare qui e fare qualcosa, poi ovviamente avevo l'ansia di perdere», ha dichiarato l'atleta toscana che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto. E da campionessa anche di schiettezza va giù pesante sulla qualità della Senna: «L'acqua era bella 'zozza', si tiravano fuori foglie, rame, plastica... il campo gara delle Olimpiadi secondo me era più pulito».

Un problema che però non è certo un alibi per Paltrinieri («l'acqua mi è sembrata anche meglio rispetto a quella dei Giochi») e compagni (al quinto posto di Guidi si aggiunge il settimo di Filadelli), usciti delusi dal fiume parigino. «Il mio è stato un errore di strategie e di valutazione. Sono rimasto troppo indietro e nel finale go cercato di recuperare ma lo sprint finale per vincere queste gare adesso non basta più, contro questi fenomeni se gli lasci margine si prendono metri. Mi dispiace, è andata così» ha spiegato l'olimpionico. I fenomeni in questione sono i tedeschi Florian Wellbrock (oro) e Oliver Klemet (bronzo) tra i quali si è inserito l'ungherse David Betlehem. “Greg” ci riproverà nella 5 km «perché la condizione c'è e me la posso giocare in qualsiasi gara».  

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