Meteo in Toscana, quanto dura questo caldo? L’ultima previsione e i dati che “indicano” la strada
Giugno e luglio tra i più roventi degli ultimi settant'anni, con notti sempre più tropicali
L’estate che la Toscana sta vivendo è la seconda più calda dal 1955 ma rischia di essere ricordata come la più fresca di quelle che ci restano da vivere. Questa battuta - che circola da tempo tra chi denuncia la tremenda minaccia che rappresenta il cambiamento climatico - ha il merito di costringere a guardare le analisi sul grande caldo di quest’estate come se fossimo alla guida, con uno sguardo alla strada e uno allo specchietto retrovisore: non (solo) cos’è stato, ma cosa sarà.
I dati del Lamma: temperature in crescita
I primi dati presentati dal Consorzio Lamma sulla stagione 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: le temperature medie continuano a crescere. Le mappe mostrano come tra giugno e luglio la Toscana abbia vissuto due mesi eccezionalmente più caldi della media climatica 1991-2020. A giugno le anomalie sono diffuse su tutto il territorio, con temperature massime generalmente superiori di 2-4 gradi e punte oltre i 4 gradi nelle aree interne e meridionali. Anche le minime sono rimaste ovunque sopra la norma. A luglio il caldo non si attenua: le massime restano diffusamente oltre la media, mentre sono soprattutto le temperature minime a registrare gli scarti più marcati, con valori fino a 4-5 gradi superiori alla norma in ampie zone della costa, della Maremma e del sud della regione.
Un bimestre da record
Il bimestre giugno-luglio si colloca così al secondo posto nella serie storica, superato soltanto dal 2003. Ma il dato è destinato a cambiare: l'estate non è finita e agosto è iniziato con la quarta ondata di calore della stagione, destinata a proseguire almeno fino al prossimo fine settimana. A Firenze le temperature hanno superato i 36 gradi in 27 giorni, praticamente uno su due, e altrettante sono state le notti tropicali, con minime mai scese sotto i 20 gradi. La temperatura media regionale del bimestre è stata di 25,6 gradi, contro i 26,2 del 2003.
Gli effetti del caldo prolungato
«Il dato che colpisce non è soltanto il picco, ma la durata: quando il caldo persiste anche nelle ore notturne si aggravano gli effetti sulla salute, sul lavoro e sulla vivibilità delle città. Il compito del Lamma è trasformare dati, previsioni e scenari in strumenti utilizzabili dalla Regione e dagli enti locali, perché possano prepararsi e intervenire per tempo», ha dichiarato Francesco Meneguzzo, commissario straordinario del Consorzio.
Le previsioni dei prossimi giorni
Secondo l'aggiornamento del 3 agosto, l'anticiclone subtropicale continuerà a dominare almeno fino al 7 agosto, con massime comprese tra 38 e 40 gradi nelle zone interne e minime diffusamente superiori ai 20 gradi. La fase calda, della durata complessiva stimata di 11-12 giorni, dovrebbe attenuarsi solo parzialmente tra l'8 e il 9 agosto, mentre dall'11 agosto è previsto un nuovo rafforzamento dell'anticiclone africano, con temperature ancora superiori alla media.
Guardare oltre l’emergenza: gli strumenti del Lamma
Il cambiamento climatico impone però di guardare oltre l'emergenza. Per questo il Lamma sta sviluppando nuovi strumenti previsionali e di adattamento. In autunno sarà testato un prototipo basato su tecniche statistiche e di machine learning in grado di stimare, per macroaree della Toscana e finestre di sei ore, la probabilità di fulminazioni nelle successive 48 ore. L'obiettivo non è sostituire i tradizionali modelli fisico-matematici, ma affiancarli con uno strumento aggiuntivo in grado di migliorare il supporto alle previsioni e alla gestione del rischio. Parallelamente proseguono i progetti per valutare gli impatti delle ondate di calore su salute e lavoro, come Worklimate, e quelli sviluppati con Irpet per individuare le aree più vulnerabili a caldo, siccità e alluvioni.
Worklimate: prevenzione per i lavoratori
Worklimate, progetto dell'Inail coordinato dal Cnr-Ibe con la partecipazione del Lamma, elabora previsioni del rischio da stress termico fino a tre giorni per diverse tipologie di lavoratori, distinguendo chi svolge attività all'aperto, esposto direttamente al sole, da chi opera prevalentemente all'ombra e considerando anche l'intensità dello sforzo fisico. Uno strumento pensato proprio per supportare aziende e istituzioni nella prevenzione dei rischi legati al caldo estremo.
Scenari climatici per la pianificazione futura
Accanto alle previsioni meteorologiche di breve periodo, il Consorzio punta anche sugli scenari climatici dei prossimi decenni, attraverso simulazioni ad alta risoluzione su una griglia di 2,5 chilometri. L'obiettivo è fornire a Regione ed enti locali basi scientifiche sempre più solide per pianificare interventi di adattamento, dalla tutela della salute alla gestione del territorio, in un contesto in cui il caldo eccezionale è diventata la nuova normalità.
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