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Il caso

Michele e la morte misteriosa in pineta a Torre del Lago: il casco, i pantaloni e il cellulare – I punti “neri” della tragedia

di Gabriele Buffoni

	Michele Lorenzoni 
Michele Lorenzoni 

Aveva 31 anni ed era un autista di scuolabus: le forze dell’ordine propendono per il malore ma la famiglia vuole vederci chiaro

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STAZZEMA. La Procura di Pisa ha autorizzato il dissequestro del corpo di Michele Lorenzoni, il 31enne di Levigliani ritrovato morto nella pineta tra Migliarino e Torre del Lago lo scorso 4 giugno, ventiquattr’ore dopo la sua scomparsa. A due mesi dalla morte, dunque, la salma torna nelle disponibilità della famiglia che potrà ora fissare la data e le modalità (se con una celebrazione privata o aperta alla presenza di tutti) dei funerali.

Un giallo ancora irrisolto

La morte di Michele Lorenzoni, ad oggi, resta un giallo irrisolto su cui gli inquirenti stanno ancora tentando di fare chiarezza. Ora che gli esami e le analisi medico-legali sulla salma si sono concluse si attende con trepidazione la relazione del professionista che ha svolto la perizia sul corpo: solo l’autopsia potrà infatti rivelare quello che è uno degli elementi fondamentali dell’inchiesta in corso, ovvero come Michele Lorenzoni sia morto. Se per una causa accidentale (un malore, come ipotizzato dagli stessi carabinieri di Pisa in una primissa fase delle indagini) o perché qualcuno lo ha ucciso, tesi che fin dall’inizio è stata sposata dalla stessa famiglia del 31enne che – come dichiarato anche dalla mamma del giovane, Nadi Vezzoni – teme che qualcuno abbia fatto male a Michele, recatosi in quel luogo forse per fare un favore a una terza persona che l’avrebbe spinto a recarsi in quel luogo, tristemente frequentato da spacciatori e utilizzatori di stupefacenti, per incontrare qualcuno in propria vece. Michele invece, come sostenuto dalla madre e dalle analisi che faceva con costanza anche per il suo lavoro da autista di scuolabus, non aveva problemi di droga e dunque difficilmente – questa la tesi della famiglia – si sarebbe recato di sua spontanea volontà nel luogo dove poi è stato trovato morto.

Gli elementi che infittiscono il mistero

A infittire il mistero sullamorte del 31enne – che era scomparso dal 3 giugno e la cui moto, il giorno successivo, è stata trovata in una via di Torre del Lago regolarmente parcheggiata – ci sono poi ulteriori elementi da chiarire. Ad esempio il perché il corpo sia stato trovato seminudo e parzialmente nascosto nella boscaglia, con i pantaloni che sono invece stati rinvenuti dagli inquirenti diversi metri oltre nel fitto della pineta. E poi la mancanza del casco e del cellulare del 31enne, che ad oggi non sono stati ancora trovati dai carabinieri pisani.

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