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Il Covid è entrato in una scuola di Empoli Positiva una ragazza del “Fermi-Da Vinci”

Daniele Dei
Il Covid è entrato in una scuola di Empoli Positiva una ragazza del “Fermi-Da Vinci”

Ma l’istituto ha risposto al meglio: in quarantena solo la giovane. Tredici tamponi tutti negativi al liceo “Pontormo”

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/ EMPOLI

C'è il primo caso di Covid-19 accertato all'interno di una scuola dell'Empolese Valdelsa. La conferma arriva dall'Asl Toscana Centro: si tratta di una ragazza che frequenta l'istituto tecnico superiore "Fermi-Da Vinci" di Empoli, che attualmente si trova a casa in isolamento ed è asintomatica.

Ma non c'è stata necessità di eseguire tamponi né di mettere in quarantena degli studenti. «La classe aveva attivato fin dall'inizio misure molto stringenti anti-contagio – si apprende dall'azienda sanitaria – tra cui la suddivisione di classi in due gruppi e il massimo distanziamento. Comunque la ragazza sta bene, non ci sono altri casi ma è il primo su Empoli».

La positività della studentessa è emersa nei giorni scorsi. Personale medico ha raccolto i contatti di questa ragazza in modo da poter attivare le procedure previste dall'Asl. «Fortunatamente abbiamo messo a punto un sistema con entrate separate, banchi personalizzati, lezioni con metà classe per volta», evidenzia il dirigente scolastico Gaetano Flaviano sulla scia di quanto detto dall'azienda sanitaria. Nessun altra positività anche se le situazioni da tenere sotto controllo non sono mancate.

Al liceo scientifico e delle scienze umane “Pontormo”, per esempio, dalla prima campanella a oggi si sono verificati tredici casi sospetti, tra cui quello di un docente. Nella maggior parte dei casi è stato ritenuto necessario sottoporre i diretti interessati al tampone: nessuno, però, è risultato positivo. Si prosegue dunque regolarmente nelle lezioni, come accade anche negli altri istituti superiori della città.

E I dirigenti, oltre a dover “combattere” la questione di come gestire gli eventuali casi accertati di contagio, stanno gestendo anche il problema della carenza di personale, sia docente che Ata. «Ci manca ancora il 30% sia dei collaboratori scolastici che dei docenti – commenta Daniela Mancini, dirigente del "Ferraris-Brunelleschi" – abbiamo fatto diverse convocazioni, ma molte persone vengono da lontano e aspettano di essere chiamati in aree a distanza minore da dove vivono. Per il momento proseguiamo con un orario provvisorio da tre ore a mattina e stiamo andando verso le quattro forse già dalla seconda parte della settimana, al massimo dalla prossima».

Situazione non semplice anche al "Fermi-Da Vinci". «Da noi manca il 35% dell'organico docente – sottolinea Gaetano Flaviano – fortunatamente sono arrivati gli "Ata-Covid" nominati, ma avevo chiesto 12 persone in più per avere personale sufficiente così come devono pervenire altri dieci docenti di potenziamento».

Dal 5 ottobre l'intenzione è quella di riattivare alcuni dei laboratori quali estetiste, parrucchieri e odontotecnici, con orario provvisorio esteso da tre a quattro ore dalla prossima settimana. «Stiamo lavorando anche sull'intervallo – conclude il dirigente – è impossibile far stare dei ragazzi seduti con la mascherina per cinque ore. Ho suddiviso la scuola in tante zone, sto facendo questo anche all'esterno per scaglionare i momenti di pausa e mandare i ragazzi fuori».

Al "Pontormo" da inizio anno scolastico sono arrivati sette docenti ma mancano quattro cattedre "intere" da assegnare e alcune ore scoperte. «La speranza è avere l'orario completo dalla prossima settimana – spiega la dirigente Filomena Palmesano – fino a questo sabato faremo quattro ore al giorno più due di sostegno per chi aveva insufficienze lo scorso anno. Ci mancano ancora due collaboratori scolastici sebbene la scorsa settimana ne siano stati chiamati alcuni: ci sono state, infatti, anche delle rinunce». —

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