Battistini, cuore a metà «Inter, come sei forte Ma spero in un 2-2...»
«Con Hakimi e Vidal i nerazzurri hanno tutto per vincere Bravi a Firenze a tenere tutti i big, l’Europa è alla portata»
Massese purosangue, Sergio Battistini vanta trascorsi importanti con Fiorentina e Inter. In Toscana, dove ha giocato per cinque stagioni, si è imposto all'attenzione generale, nella Milano nerazzurra ha trovato la consacrazione, vincendo da protagonista anche due Coppa Uefa. Dall'alto dalla sua esperienza, certificata dalla 346 presenze in Serie A e dalla 4 in nazionale, legge con noi il grande anticipo del Meazza. Lei ha vissuto stagioni da protagonista con entrambe le casacche, che ricordi ha?
«Ogni volta che ripenso a quegli anni mi vengono i brividi; a Firenze ho giocato cinque stagioni bellissime arrivando fino alla finale di Coppa Uefa, persa contro la Juventus. Giocammo il ritorno in campo neutro, ad Avellino, tradizionale feudo juventino, ancora oggi non capisco perchè ci spedirono a giocare in Irpinia, di fatto fu una doppia finale in trasferta. Quella Coppa, però, era nel mio destino, sono, infatti, riuscito ad alzarla due volte con l'Inter, battendo in finale prima la Roma e poi gli austriaci del Salisburgo. Due grandi esperienze, anche dal punto di vista del tifo; forse a Firenze c'era più pressione, anche perchè all'epoca ci allenavamo in città, ai “campini”, ma stiamo parlando di due grandi tifoserie».
E di questa partita che ricordi ha?
«Erano sempre incontri molto sentiti, tanto più che io ero il classico ex. Il ricordo più bello nel 1992/93, con la maglia nerazzurra. A Milano eravamo sotto 2-1 per una doppietta di Batistuta ed io, a 3' dalla fine, realizzai la rete del definitivo 2-2».
Veniamo all'attualità, che pensa delle due squadre? «L'Inter, con gli arrivi di Vidal e Hakimi, ha migliorato una rosa che già nella passata stagione era altamente competitiva, adesso Conte ha a disposizione una autentica fuoriserie. Buono anche il mercato della Fiorentina: sono stati bravi a trattenere tutti i big ed hanno inserito giocatori veri come Borja Valero e Bonaventura».
Dove possono arrivare?
«L'Inter può, meglio deve, lottare per lo scudetto, mentre la Fiorentina può inserirsi nella corsa per la qualificazione alle prossime coppe europee. Secondo me i viola non hanno niente da invidiare a squadre più celebrate come Milan e Lazio».
Che partita prevede al Meazza?
«Tatticamente è facilmente interpretabile, sarà l'Inter a mantenere a lungo il pallino del gioco, costringendo la Fiorentina sulla difensiva. Un atteggiamento che non dispiacerà certo a Iachini, da sempre molto attento nella fase di non possesso, perfetto per sfruttare la velocità ed il talento di Ribery, un campione di livello assoluto, e Chiesa».
Quali i possibili match winner?
«Tra i padroni di casa più che Lukaku, potrebbe soffrire gli spazi stretti nei quali dovrà giostrare, voto per Lautaro Martinez, uno che ha grandissima tecnica individuale e che, invece, negli spazi stretti, si esalta. Tra i viola la risposta è naturale: Franck Ribery e Federico Chiesa».
Come finisce?
«Difficile dire, anche perchè l'emergenza sanitaria ha di fatto annullato il fattore campo. Me la cavo con un pareggio, magari con tante reti, e mi sbilancio pronosticando uno spettacolare 2-2». —
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