Giugno 1994, quella volta che l’Empoli sorrise con Spalletti e Montella
Era il giugno del 1994 e gli attuali tecnici di Inter e Fiorentina furono i protagonisti della doppia sfida salvezza che permise agli azzurri di superare l’Alessandria
EMPOLI. È passato un quarto di secolo, giorno più giorno meno. Eppure oggi come allora il destino dell’Empoli passa anche da loro: Luciano Spalletti e Vincenzo Montella. Che oggi guidano rispettivamente l’ultima avversaria degli azzurri sulla strada che porta all’impresa (l’Inter) e la truppa coinvolta nello stesso perfido gioco (la Fiorentina) che potrebbe far sorridere molti (battendo il Genoa). Due ex mica banali. Che, infatti, nel 1994 una difficile salvezza all’Empoli la regalarono insieme. Al termine di una stagione forse ancora più complicata di questa.
Era un altro calcio e un’altra categoria, l’allora C1, e quella volta il destino si decise agli spareggi, ai playout. L’Empoli se li giocava con l’Alessandria al termine di un campionato con più colpi di scena di un film giallo. La stagione era iniziata con Ettore Donati in panchina e, in teoria, Spalletti e Montella in campo. Già, in teoria. Perché Luciano, a fine carriera, fu vittima di un infortunio dietro un altro e Vincenzino addirittura di un virus al cuore che lo fermò per tutta la stagione mettendo a rischio anche la sua carriera. L’Empoli, così, andò sempre di male in peggio. Donati fu esonerato, arrivò il compianto Adriano Lombardi. Ma delle due colonne portanti della squadra neanche l’ombra. E neanche dai risultati. Così, verso la fine della stagione e con gli spareggi ormai certi, il nuovo ribaltone deciso dal presidente Fabrizio Corsi, che al timone c’era allora come c’è oggi, e del dg Silvano Bini: via anche Lombardi e squadra affidata a Spalletti, ormai deciso a ritirarsi dal calcio giocato.
Il colpo di scena, però, arriva proprio alla vigilia del decisivo doppio confronto con l’Alessandria: Montella è guarito, Montella ha il via libera, Montella può giocare. E Spalletti non ci pensa neanche un attimo. Nonostante gli 8 mesi di inattività è titolare nella sfida d’andata che si gioca al Castellani il 5 giugno. L’Empoli, che con due pareggi retrocederebbe, deve vincere. E vince. Segna Pelosi, in avvio di ripresa, con la palla che gli piove tra i piedi dopo che proprio Montella, e chi sennò, ha dribblato mezza squadra avversaria.
Non basta. C’è da giocare la sfida di ritorno: 12 giugno al Moccagatta. Spalletti se lo gioca con un altro giovane che avrebbe fatto strada, Fabrizio Ficini, titolare a sorpresa al posto del senatore Rossi. Montella fa espellere quasi subito un avversario, tiene la palla come se ce l’avesse incollata al piede. Al suo sinistro magico. I grigi hanno una sola occasione, nel finale, quando in campo hanno già schierato anche l’attuale vice di Andreazzoli, Giacomo Lazzini. Poco, troppo poco. È lo 0-0 che serviva, l’Empoli e salvo. E proprio uscendo da quel campo, in quel momento, Montella esulta mimando il gesto che lo avrebbe reso celebre, quello dell’aeroplanino.
E, ora, ci risiamo. Domenica toccherà di nuovo a loro. Non saranno insieme, Spalletti e Montella, e probabilmente neanche saranno i protagonisti principali dell’esito, qualsiasi esso sia, di questa stagione. Ma, dopo 25 anni, il destino dell’Empoli torna a passare anche dalle loro mani, dalle loro scelte, dalle loro idee. E il popolo azzurro, ovviamente, spera che, come succede, la storia possa ripetersi...
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