Il Tirreno

Lavoro

Carrara, contratto integrativo del marmo: l’intesa è raggiunta – I dettagli

di Giovanna Mezzana
(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Saranno a parità di salario, incrementate anche le indennità. La “revisione” costerà all’imprenditore mille euro all’anno per ogni lavoratore

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CARRARA. Sarà perché nel pianeta marmo in questo frangente si avverte la necessità di restare coesi. Sarà perché le richieste sindacali non erano particolarmente onerose ma ricevibili. Fatto sta che il clima si distende, le parti si avvicinano, gli industriali dicono sì e vengono accolte le richieste “dal basso” che puntano a tutelare l’interesse dei lavoratori della pietra. Per la Cgil è un risultato glorioso.

Atmosfera

Viale XX Settembre 118, sede della delegazione di Massa-Carrara di Confindustria Toscana Centro e Costa, sono le 13 di oggi, 27 luglio. Escono soddisfatti dall’incontro con i rappresentanti del mondo dell’impresa lapidea i sindacalisti. Sul tavolo c’era una questione importante: il rinnovo del contratto integrativo. E alle spalle c’era uno sciopero generale, giovedì 16 luglio, premessa che avrebbe potuto rendere il clima più infuocato delle temperature di questi giorni. E invece no: se il buongiorno si vede dal mattino (ovvero, l’incontro di qualche giorno fa che aveva preceduto quello di oggi), si dava il caso che i tasselli andassero al loro posto. Così è stato.

Per sempre

Il sindacato ha ottenuto 32 giornate in più di permessi dal lavoro a parità di salario: essi saranno retribuiti e permetteranno alle maestranze di essere impiegati per un’ora di meno al giorno, da maggio a settembre, obiettivo, arginare il rischio-alte temperature. Al piano le giornate saranno 16. È molto, secondo gli addetti ai lavori: basti pensare che il risultato vale complessivamente 1.400 euro lorde all’anno. E sarà per sempre così: il punto entra a regime “strutturalmente”, come si suole dire.

Altri benefici

I sindacalisti hanno ottenuto anche l’aumento di tutte le indennità: la presenza sul lavoro, per cui arrivano 50 centesimi lordi in più (erano 9 euro al monte, 6,50 euro al piano); l’assiduità lavorativa, ovvero la presenza settimanale, che aumenta di 1,50 euro lordi sul triennio, dal 2027; e la cosiddetta indennità di disagio, che va in base alla tipologia di lavoro, quasi tutte le voci sono aumentate del 36%. Non solo. Sul fronte del Welfare aziendale giungeranno nelle tasche dei lavoratori 150 euro ulteriori, netti all’anno, nel 2027, 2028, 2029. Sale, inoltre, ciò che viene pagato dall’imprenditore al fondo per le prestazioni sanitarie (da 5 a 8 euro).

Si tirano le fila

Gli incrementi delle indennità prevedono aumenti del costo del lavoro a carico dell’imprenditore-datore di lavoro di circa mille euro all’anno a dipendente. «Abbiamo ottenuto importanti risultati che sottoporremo al voto dei lavoratori – commentano Nicola Del Vecchio e Francesco Ventimiglia, segretario generale della Cgil e segretario generale della Fillea Cgil Massa Carrara – La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario è stata inserita in maniera strutturale nel contratto e non sarà più messa in discussione. Si tratta di un risultato storico che determina un cambiamento radicale di approccio rispetto al settore, nell’ottica della sicurezza e del miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori». 

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