Il killer incastrato dal Dna all’arresto dice «vi aspettavo»
SANSEPOLCRO. Ai carabinieri che lo hanno arrestato ieri mattina alle 6,35 ha detto «vi stavo aspettando». Piter Polverini, 24 anni, è accusato di aver ucciso Katia Dell'Omarino, la 40enne di...
SANSEPOLCRO. Ai carabinieri che lo hanno arrestato ieri mattina alle 6,35 ha detto «vi stavo aspettando». Piter Polverini, 24 anni, è accusato di aver ucciso Katia Dell'Omarino, la 40enne di Sansepolcro (Arezzo) trovata morta sul greto del torrente Afra, alle porte della cittadina tiberina, la mattina del 12 luglio scorso. Le indagini, condotte dal pm Julia Maggiore, hanno portato proprio a lui dopo oltre due mesi di indagini. L'omicidio, maturato la notte precedente al 12 luglio, conduce subito gli investigatori a sospettare che si tratti di un delitto d'impeto, giunto forse al termine di una discussione. La donna aveva numerose frequentazioni e proprio dalla sua agenda ricca di indirizzi i carabinieri hanno ricavato trecento nominativi di persone che sono state sentite in caserma. Un lavoro certosino di ascolto di numerosi testimoni in un'indagine condotta, come ha commentato il Gip Annamaria Loprete nel firmare l'ordinanza "magistralmente", seguendo i canoni “vecchia maniera”, ovvero testimonianze e riscontri.
Parallelamente sono andate avanti le indagini scientifiche: l'autopsia effettuata dal dottor Marco Di Paolo e dall'igienista Isabella Spinetti ha portato a una traccia di dna che ha rivelato un possibile profilo da comparare. La verifica sui contatti di Katia piano piano si è ristretta a cinque nominativi. E qui i due piani di indagine si sono intersecati, un testimone ha messo i carabinieri sulla strada di Piter Polverini ma il nome del ragazzo non è nell’agenda di Katia e quella sera la sua auto non era in giro. Ma i carabinieri sono arrivati al giovane attraverso il profilo genetico. Una settimana d'attesa e i riscontri scientifici hanno fornito "la prova regina", come l'ha definita il colonnello dei carabinieri Luigi Arnaldo Cieri responsabile del comando di Arezzo.
Piter Polverini è stato arrestato all'alba a Dogana, al confine tra Sansepolcro e San Giustino Umbro (Perugia) dove vive con il padre. Un ragazzo con tanti amici, come evidenzia la sua pagina Facebook e un lavoro come dipendente di un'agenzia di scommesse di Arezzo. Proprio in questo ambito potrebbe aver conosciuto Katia Dell'Omarino che sarebbe stata una appassionata di gioco e di slot machine. Piter frequentava la donna saltuariamente, come la notte tra l'11 e il 12 luglio quando, per motivi che solo Piter potrà chiarire, ha afferrato il martello della cassetta degli attrezzi che il padre, falegname, teneva nell'auto (Piter aveva preso la macchina del genitore) colpendo alla testa Katia in modo letale. Piter Polverini, ha accompagnato gli investigatori in un boschetto dove è stato ritrovato il martello utilizzato per uccidere Katia prima di chiudersi nel silenzio impostogli dall'avvocato Roberta Blasi che ha assunto la difesa d'ufficio.
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