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Calcio: Serie D

Prato, perché la pazza idea del ripescaggio in Serie C non è impossibile: tifosi, stadio e la lettera in Lega – Cosa sappiamo

di Vezio Trifoni

	Il presidente del Prato Antonio Napolitano 
Il presidente del Prato Antonio Napolitano 

Il presidente Napolitano ha illustrato i passi compiuti dal club tra richieste formali, investimenti sull’impianto e un progetto tecnico mirato, delineando le condizioni che potrebbero riportare il Prato nel calcio professionistico

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PRATO. Il presidente del Prato, Antonio Napolitano, dopo aver sistemato la parte organizzativa della società, torna a parlare. L’obiettivo è chiaro: la Serie C. «Qualche giorno fa ho scritto a Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Nella lettera, che ha trovato l’appoggio anche del sindaco Matteo Biffoni, ho espresso la disponibilità del Prato a essere ripescato in Serie C. Ci sono dei criteri che dovranno essere valutati: il bacino d’utenza, l’esistenza di una tifoseria organizzata, la media degli spettatori e la solidità della proprietà. Vediamo ciò che accade». Parola di Antonio Napolitano, che in un’intervista rilasciata a Tv Prato ha parlato non solo dell’ipotesi ripescaggio per il Prato, ma anche delle strategie in vista del futuro.

Il nodo stadio e il progetto di ampliamento

Un tema delicato è sicuramente quello dello stadio. «Siamo arrivati a questo traguardo dei 3.000 spettatori dopo tanti sforzi. È un primo importante risultato per dare un segnale alla città e ai tifosi. Io però penso già allo step successivo: al sindaco Biffoni ho chiesto di arrivare a 5.000 posti, che è il minimo accettabile in questo momento. Andremmo a installare una tribuna prefabbricata da circa 2.000 posti, idonea a raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti. Dall’amministrazione comunale – spiega il presidente dei biancazzurri – ho avuto rassicurazioni in tal senso e probabilmente già fra settembre e ottobre dovrebbe arrivare la fumata bianca. In questo modo si concluderebbe il primo percorso. Il secondo, invece, riguarda la realizzazione di un nuovo impianto di gioco. Andremmo a ristrutturare quello attuale in base a criteri che abbiamo già individuato e che saranno poi oggetto di un confronto con la città. Ascolteremo le varie opinioni, perché lo stadio appartiene alla città. Nelle nostre intenzioni ci sarebbe quella di dare vita a una struttura da 12 mila posti. Il Lungobisenzio ha una storia importante e una posizione strategica. Peraltro, quando è stato costruito, aveva una capienza massima di 15 mila spettatori. Poi, nel corso degli anni, le varie proprietà hanno valutato di non adeguare l’impianto alla normativa e questo ha fatto sì che i posti fossero ridotti. Tempistiche? Uno o due anni per definire il project financing, dopodiché non mi sbilancio».

Le ambizioni sportive e le indicazioni alla dirigenza

Quanto alle ambizioni sul campo, Napolitano aggiunge: «La città merita la promozione ed è questo l’obiettivo che ci poniamo: bisogna evitare gli errori del passato. Ho dato indicazioni precise al gruppo di lavoro: voglio una squadra da Serie C».

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