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La lettera

Allerte meteo e chiusure. «Ma è proprio necessario far pagare i bambini?»

di Redazione Prato
Allerte meteo e chiusure. «Ma è proprio necessario far pagare i bambini?»

La madre di una bambina di 9 anni scrive al sindaco di Prato: «Per favore trovi una soluzione che non faccia pagare il prezzo ai nostri figli»

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PRATO. Può capitare, come ieri, 10 settembre, che ci sia l’allerta meteo arancione, il Comune chiuda tutto e poi arrivi un normale temporale estivo. Previsione sbagliata, alla fine senza grossi disagi. Ma quando le scuole saranno aperte si porrà il problema di quei genitori che dovranno farsi carico (loro oppure i nonni) dei bambini quando la scuola chiude. Di questo parla la lettera aperta di una mamma al sindaco Matteo Biffoni.

«Gentilissimo sindaco – scrive Margherita – Sono madre di una bambina di nove anni che non vede l’ora di rientrare a scuola per riabbracciare i suoi compagni. Le pongo subito una domanda: dal momento che stiamo diventando un paese tropicale caratterizzato da piogge forti e improvvise, qual è la soluzione per affrontare l’imminente autunno? Veramente finirà che verranno chiuse le scuole e gli altri luoghi per bambini ogni volta che ci sarà un’allerta arancione? Lei è un genitore che lavora quindi comprenderà le difficoltà nell’organizzarsi quando la scuola è chiusa, soprattutto dall’oggi al domani. Con un’allerta meteo arancione non ci può essere come unica soluzione quella di chiudere le scuole: piuttosto andrebbero puliti tutti i tombini a fondo, eliminati aghi di pino (meglio sarebbe eliminare i pini ma quella è un’altra storia) e foglie per tenere pulite le strade, utilizzare sistemi che evitino allagamenti di strade ed edifici, e quant’altro le viene in mente. Per altro chiudere le scuola non porta a una riduzione del traffico o a una maggiore sicurezza poiché questi bambini in qualche modo vanno sistemati e allora ecco il nonno o la baby sitter che si mettono in macchina per venire a badare al bambino oppure il genitore che deve portare il bambino dai nonni o da un amico. I bambini sono il nostro futuro ed è nostro dovere fare del nostro meglio per crescer loro nel migliore dei modi; questa crescita comprende sicuramente la continuità scolastica e dei luoghi di ritrovo per insegnar loro la cultura ma anche la socialità. Dobbiamo investire sui bambini e non trattarli come persone di serie B ogni volta che c’è un’emergenza. Le chiedo di trovare al più presto alternative alla chiusura delle scuole durante le allerte arancioni perché i nostri autunni e inverni saranno sempre più piovosi e non possono rimetterci i nostri figli».

La soluzione ovviamente non è per niente semplice. Anche in caso di allerta arancione o rossa, spiegano dalla Protezione civile, i Comuni hanno un margine di discrezionalità sulle misure da prendere, ma è la Regione che consiglia caldamente le chiusure per evitare guai. Certe volte le chiusure si dimostrano opportune, altre volte, come ieri, quasi del tutto inutili. L’amministratore che non vuole correre rischi va sul sicuro e chiude tutto. Il prezzo però spesso lo pagano i bambini e i genitori che lavorano.

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