Prato, potrebbe essere doloso l’incendio che ha distrutto un capannone al Macrolotto
Nel magazzino occupato da tre società cinesi sono stati trovati dormitori abusivi
PRATO. C’erano dormitori abusivi nel capannone distrutto da un incendio nel pomeriggio di ieri, 1° settembre, in via San Leonardo da Porto Maurizio. Quanto all’incendio, c’è l’ipotesi che possa essere doloso. Lo rende noto la Procura con una nota in cui si dà conto delle investigazioni in corso.
Secondo quanto spiega il procuratore Luca Tescaroli, all’esito del sopralluogo compiuto dai vigili del fuoco subito dopo lo spegnimento dell’incendio, sono state trovate tre stanze adibite a dormitorio al primo piano del capannone, e una stanza al piano terra, con letti a castello. Gli operai pachistani che lavorano dall’altra parte della strada avevano raccontato in effetti di aver visto fuggire numerosi cinesi subito dopo lo scoppio dell’incendio.
Nel capannone interessato dalle fiamme operano tre aziende a conduzione cinese, la Vic Bee, la Mao Xin e la M&C. I dormitori abusivi sono stati trovati nella porzione di magazzino in uso all’ultima delle tre aziende. La porzione interessata dall’incendio è stata posta sotto sequestro.
La Procura ha dunque aperto un fascicolo con le ipotesi di incendio doloso e intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato). Si sospetta insomma che almeno una parte della forza lavoro sia priva di contratto o di permesso di soggiorno.
All’inizio l’ipotesi che l’incendio potesse essere doloso sembrava improbabile per almeno due motivi: è scoppiato in pieno giorno e sarebbe partito dal tetto, dove nei giorni scorsi, ha riferito la polizia municipale, era stato installato un impianto fotovoltaico. Ma evidentemente nelle ore successive la Procura, con l’aiuto dei carabinieri, ha raccolto elementi che non possono ancora far escludere l’origine dolosa del rogo.
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