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Parcheggi dell’ospedale: Prato vorrebbe fare come Pistoia ma non può

di Alessandro Formichella
Parcheggi dell’ospedale: Prato vorrebbe fare come Pistoia ma non può

Al Santo Stefano i nuovi stalli saranno a pagamento, al San Jacopo ce ne sono 146 gratuiti. Una scelta che viene dal passato

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PRATO. La soluzione, o almeno una parte di essa, potrebbe arrivare dalla vicina Pistoia. La nuova polemica sul parcheggio dell'ospedale Santo Stefano di Prato si riaccende infatti proprio guardando a quanto accade all'ospedale San Jacopo di Pistoia, dove una parte degli stalli auto è gratuita.

Un modello che oggi torna inevitabilmente al centro del dibattito dopo la conferma che anche i nuovi posti auto in fase di realizzazione al Santo Stefano saranno a pagamento. A Pistoia sono disponibili 146 posti auto gratuiti, realizzati all'interno del parcheggio ospedaliero e aperti al pubblico in attuazione di una clausola prevista fin dal progetto originario del nuovo ospedale. Una scelta che, fin dall'inizio, ha garantito una quota di sosta libera per utenti e accompagnatori.

Una previsione che, invece, non fu inserita nel progetto del Santo Stefano. Ed è proprio questa differenza che oggi alimenta il confronto. Perché al Santo Stefano, fin dalla sua apertura nel 2013, il parcheggio è stato al centro di accese contestazioni. In molti lo definirono una vera e propria "tassa sul dolore", un'espressione che in questi giorni è tornata con forza nel dibattito pubblico. La questione è riesplosa dopo l'avvio dei lavori per l'ampliamento dello spazio per la sosta.

Gli stalli passeranno dagli attuali 526 a circa 743, con l'obiettivo di assorbire l'aumento degli accessi previsto dall'apertura, a settembre, della nuova palazzina ospedaliera da 110 posti letto. Un intervento importante anche sotto il profilo economico: il cartello di cantiere indica un costo di circa 740mila euro, superiore alle prime stime che parlavano di poco più di mezzo milione. L'opera sarà finanziata da Gesat, concessionaria dei servizi non sanitari dell'ospedale, che recupererà l'investimento attraverso gli incassi del parcheggio fino alla scadenza della concessione, fissata al 31 luglio 2033. Tradotto: anche i nuovi 217 posti auto saranno a pagamento e, almeno allo stato attuale, non è prevista alcuna area di sosta gratuita.

Una scelta che ha riacceso le critiche. Tra le voci che si sono sollevate c'è quella della consigliera regionale di Fratelli d'Italia Chiara La Porta, che ha presentato un'interrogazione alla giunta toscana chiedendo di valutare la possibilità di introdurre stalli gratuiti almeno per una parte dell'utenza. Ma la strada appare tutt'altro che semplice. Sul tavolo pesano, infatti, accordi sottoscritti anni fa tra il Comune di Prato e la stessa Gesat, oltre ai vincoli imposti dalla concessione in vigore.

La vicenda, del resto, ha radici lontane. Bisogna tornare al 2014, quando il Comune realizzò un parcheggio gratuito in via Foscolo, nelle immediate vicinanze dell'ospedale, entrando in rotta di collisione con il concessionario privato. Il contenzioso si chiuse nel 2015 con un accordo che prevedeva alcuni abbonamenti agevolati per gli utenti del parcheggio, l'impegno dell'amministrazione comunale a non realizzare ulteriori aree di sosta gratuite nei pressi del presidio ospedaliero e il rafforzamento dei controlli contro la sosta abusiva entro un raggio di 400 metri dal Santo Stefano. È anche per questo che oggi la questione assume un rilievo politico. La vicenda potrebbe rappresentare uno dei primi dossier della nuova amministrazione guidata da Matteo Biffoni sul fronte della sanità. Da settembre, entrerà pienamente in carica come assessore alla sanità Paolo Morello Marchese, già direttore generale dell'Asl Toscana Centro, chiamato ora ad affrontare il tema da una prospettiva completamente diversa rispetto al passato.

Restano, intanto, confermate le tariffe del parcheggio del Santo Stefano: un euro all'ora, fino a un massimo di quattro euro al giorno, con i primi venti minuti gratuiti. Le stesse condizioni saranno applicate anche ai nuovi stalli. La domanda, però, resta aperta. Se a Pistoia è stato possibile riservare una quota di parcheggi gratuiti all'interno dell'ospedale, perché non provare a fare lo stesso anche a Prato? E soprattutto: non sarebbe opportuno prevedere almeno alcuni posti senza pagamento per pazienti oncologici, dializzati, persone fragili o per chi accompagna cittadini con disabilità? Con quasi 750 posti auto complessivi il problema della disponibilità degli stalli potrebbe anche attenuarsi. Ma resta da capire se il vero nodo sia davvero il numero dei parcheggi oppure il costo che migliaia di cittadini continuano a sostenere ogni anno per poter accedere a un servizio sanitario pubblico.

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