Monte Faeta, dopo la devastazione partono gli interventi: c’è il piano per mettere in sicurezza il territorio
Dalla Regione quasi 400mila euro di finanziamenti, il via nelle prossime settimane: il punto nella conferenza stampa
LUCCA. È una emergenza che non si esaurisce con lo spegnimento delle fiamme quella che gli incendi innescano sui territori che ne sono colpiti. Ci sono gli interventi per domare i roghi, proteggere la popolazione, le case dal fuoco. E poi c’è un dopo fatto di rischi non meno rilevanti: i corsi d’acqua invasi dai resti della vegetazione andata in fumo possono esondare, il terreno può franare a ogni pioggia più intensa perché non ci sono più gli alberi ad evitarne lo scivolamento a valle.
Il punto della situazione
E dunque, se è vero che il sistema antincendio della Regione, insieme ai vigili del fuoco, il personale delle associazioni sui territori, i tantissimi volontari, alla fine «è riuscito a contrastare quello che a un certo punto sembrava incontrastabile», dice l’assessore regionale alla forestazione Leonardo Marras, all’emergenza che ha devastato 660 ettari di boschi e terreni sul Monte Faeta non è affatto finita. Per questo, a distanza di tre mesi dai giorni della grande paura (dal 28 aprile al 2 maggio) si comincia a mettere a terra il progetto per la messa in sicurezza. L’inizio dei lavori veri e propri è previsto entro settembre.
Ma il progetto c’è, come pure le risorse – 397.131 euro – e i soggetti che le impiegheranno per rendere la montagna più sicura, ora e per il futuro. Ieri mattina, nell’auditorium della Piazza Coperta di San Concordio, ad illustrare cosa sarà necessario fare, c’erano – oltre a Marras – il sindaco Mario Pardini, assessore alla protezione civile Fabio Barsanti e la dirigente del settore Forestazione della Regione Toscana Livia Lazzarotto.
Gli interventi
Come detto ammontano a poco meno di 400mila euro le risorse stanziate per la salvaguardia post incendio. Risorse regionali che serviranno per il monte Faeta e gli altri territori del Monte Pisano. In tutto l’area interessata dal rogo è di 664 ettari distrutti e un perimetro di 20 km (613 ettari di bosco e 50 agricoli) così suddivisi: 406 ettari nel Comune di Lucca, 250 in quello di San Giuliano e 8 del Comune di Capannori. Per la porzione lucchese si prevedono lavori in tre zone in particolare. Intanto sopra l’area abitata di via dei Marinari a Santa Maria del Giudice verrà sistemato il versante dove durante l’emergenza era stata realizzata una linea tagliafuoco con una macchina per movimentare la terra. Sarà inoltre ripristinata la strada forestale locale per 340 metri.
Nella vallata più a ovest di via di San Pantaleone, invece, saranno ripristinate la strada forestale Molinaccio – Eremo di San Pantaleone per una lunghezza di 1500 metri e la strada Eremo San Pantaleone – La Spadina di 545 metri. Sarà inoltre realizzato un viale parafuoco Passo Conserva – Strada Vicinale di Pianettori per una lunghezza di circa 3,5 chilometri. Infine nella zona del crinale fra i monti Castagno e Faeta sarà realizzato un viale parafuoco Zona Castagno – Passo della Conserva di quasi 4 chilometri. Non meno importante, poi, il ripristino di un invaso artificiale dell’antincendio boschivo e la relativa strada forestale di accesso al Passo della Conserva e ancora la sistemazione del vicino sentiero Cai numero 100 che unisce l’invaso artificiale Passo della Conserva – Monte Faeta per 850 metri.
A realizzare in concreto gli interventi, come spiegato dalla dirigente Lazzarotto, per la parte lucchese sarà l'Unione Montana Media Valle del Serchio.
Per quanto riguarda la zona di intervento Marinari (Santa Maria Del Giudice Lucca), considerata la massima urgenza di ripristinare un corretto assetto dei versanti, i lavori saranno avviati dal mese di agosto una volta ottenuti tutti i pareri e nulla osta necessari. La restante parte degli interventi è prevista a partire dal mese di settembre da concludersi non oltre dicembre. La dirigente regionale Lazzarotto ha voluto sottolineare il contributo dei professionisti che con la Regione hanno messo a punto il piano di interventi: Gianluca Calvani (Eq Attività Aib), Franco Cerchiarini (coordinatore interventi di salvaguardia), Michele Parenti (referente Aib Lucca) e Francesco Drosera (referente Aib Pisa).
Il lavoro di squadra
La professionalità e la preparazione della squadra che ha lavorato nell’emergenza dell’incendio e successivamente al progetto sono state sottolineate anche da Marras e da Barsanti. «Ora è importante portare avanti il piano di prevenzione – ha detto il vice sindaco di Lucca – ricordando che uno dei problemi maggiori è l’abbandono da parte dei privati delle aree boscate. Per questo è importante la collaborazione tra gli enti e un lavoro di sensibilizzazione anche nei confronti di Regione e Governo perché agiscano in via preventiva sul problema».
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