Tari, a Prato è in arrivo un aumento dell’8,4% per le famiglie
Balzo in avanti della bolletta. E Montemurlo si oppone al raddoppio della discarica di Montale
PRATO. Quello che molti temevano si sta per concretizzare. È in arrivo un aumento sostanzioso della bolletta della Tari, la tassa sui rifiuti. Dopo l’approvazione del Piano economico-finanziario da parte dell’Ato Toscana Centro, l’Ambito territoriale ottimale che raccoglie i 65 Comuni dell’area, spetterà ora alle singole amministrazioni comunali indicare gli aumenti in bolletta. E per Prato non arrivano buone notizie. Dalle prime simulazioni l’ipotesi è di un aumento dell’8,4% per le utenze domestiche, un po’ meno per le utenze non domestiche. Anche scontando l’inflazione, si tratta di un balzo in avanti che va a sommarsi a quello dell’anno scorso e che verosimilmente susciterà le critiche dell’opposizione, dopo le recenti polemiche sul bilancio di Plures Alia che non si sono ancora sopite.
Sui conti di Alia pesano gli investimenti degli ultimi anni (il Piano economico finanziario fa riferimento alla situazione di due anni fa) e sulla Tari, però, anche la mancanza di impianti di trattamento dei rifiuti nella regione, che costringono a portarli fuori, con un aggravio dei costi.
A proposito di costi, i sindaci di Vaiano e Cantagallo, Francesca Vivarelli e Guglielmo Bongiorno, che fanno parte del patto “Acqua pubblica/No quotazione in borsa della multiutility”, rivendicano di essere riusciti a escludere dai costi di Alia circa 22 milioni di euro di costi ritenuti non adeguatamente documentati o non coerenti con il perimetro del servizio, riducendo così il loro impatto sulle tariffe.
La scelta di distribuire l’incremento tariffario nell’arco dei prossimi quattro anni, dicono i sindaci, consente inoltre di non scaricare immediatamente su famiglie e imprese l’intero aumento. Resta però forte la preoccupazione dei sindaci per una crescita dei costi alla quale non corrisponde un miglioramento percepibile della qualità e della quantità dei servizi offerti nei territori.
«Ato ha esercitato con rigore e trasparenza il proprio ruolo di garanzia dell’interesse pubblico, riconoscendo esclusivamente i costi dovuti e tutelando, per quanto possibile, cittadini e imprese – dicono Bongiorno e Vivarelli – Adesso, però, è necessario affrontare il problema alla radice: la leva tariffaria non può continuare ad essere la risposta a ogni incremento dei costi. Servono efficienza gestionale, investimenti mirati e un servizio all’altezza di quanto viene richiesto agli utenti». Dal confronto è emersa soprattutto la necessità di superare un’impostazione costruita in una fase politica ed economica diversa, quando per la società era stato ipotizzato un percorso orientato al mercato e alla quotazione in Borsa.
Il Comune di Montemurlo ha espresso il proprio voto contrario sulla delibera che traccia i nuovi scenari del Piano d'Ambito per la gestione dei rifiuti. Pur riconoscendo il lavoro tecnico svolto dagli uffici dell'Ato, Montemurlo non accetta «una proposta che rivela una visione di piccolo cabotaggio e priva di slancio».
«Ci troviamo di fronte a una mera "soluzione tampone" rispetto a un tema decisivo per il nostro territorio e per l'intera Regione Toscana, che meriterebbe ben altra programmazione strategica» dice il sindaco Simone Calamai. «La gestione dei rifiuti in Toscana richiede innovazione, una programmazione ad ampio respiro e una visione capace di abbattere i costi per i cittadini. Questa delibera certifica invece che fino ad oggi non si è mosso nulla sul fronte della realizzazione di nuovi impianti per la frazione indifferenziata». Per Calamai il punto di maggiore criticità del nuovo scenario – ritenuto del tutto inaccettabile – trova il suo fulcro nel revamping dell'impianto dell’inceneritore di Montale per consentire il trattamento di un quantitativo maggiore di rifiuti: «Una scelta in palese difformità rispetto a tutti i ragionamenti e agli impegni presi negli anni passati».
«Ci teniamo a precisarlo con forza: il nostro non è un “no” ideologico agli impianti. Crediamo fermamente nel valore della tecnologia, della ricerca e dell'innovazione applicate all'ambiente. Il tema centrale è un altro: il rispetto dei territori. Si è sempre ribadito il principio di non penalizzare oltremodo le comunità che hanno già dato moltissimo in termini ambientali e di servitù. Il territorio di Montemurlo e la sua comunità hanno già sostenuto il proprio carico: far ricadere nuovamente qui il peso di una mancata programmazione è una scelta ingiusta e incoerente». Calamai ha ribadito quindi che Montemurlo non può avallare una decisione che scarica sulle solite aree la mancanza di una vera e coraggiosa strategia di lungo periodo per la Toscana.
«L’approvazione a larga maggioranza del Piano economico finanziario 2026-2029 da parte dell'assemblea dell'Ato Toscana Centro rappresenta un passaggio di forte responsabilità per il futuro della gestione dei rifiuti nel nostro territorio – ha detto il sindaco di Prato Matteo Biffoni – Come Comune di Prato abbiamo voluto dare un contributo chiaro e rigoroso a questo percorso. Abbiamo chiesto e ottenuto che la predisposizione tariffaria nel futuro aggiornamento della pianificazione d’ambito dovrà necessariamente recepire le valutazioni dell'Autorità sulle istanze di riequilibrio e regolarizzazione del Gestore, oltre al nuovo Piano degli Investimenti 2026-2029».
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