Prato, l’oggetto proibito del desiderio è la piscina ancora chiusa
La vasca grande solo per le società sportive, quella dei piccoli è pronta ma non si può usare. Cantieri infiniti nell’unico impianto all’aperto di una città di 200mila abitanti
PRATO. Ieri, 20 giugno, la massima a Prato ha toccato i 39 gradi. In queste condizioni la cosa più naturale da fare è stare in casa o farsi un tuffo in piscina, ma a Prato non si può, perché la piscina comunale non è ancora agibile per i normali utenti. La vasca da 50 metri è riservata alle società sportive, le altre non sono state ancora aperte e non c’è nemmeno una data per l’apertura. Insomma, la piscina di via Roma continua a essere un buco nero, mentre la vagheggiata piscina olimpionica di Iolo è rimasta una pozzanghera, ora anche asciutta.
Nell’impianto di via Roma sarebbe pronta la vasca dei bambini, quella stondata, ma non si può usare perché, dicono, è in corso un confronto con la Regione sugli ultimi aspetti tecnici. In fondo ci sono voluti solo 4 anni per fare i lavori, un mese in più o in meno che vuoi che sia.
Lì accanto sono iniziati i lavori per i nuovi servizi igienici che avrebbero dovuto essere finiti già da qualche giorno, ma non lo sono. Il bar, particolare di non poco conto, è ancora inagibile. E poi ci sono altri due cantieri. Quello più antico riguarda la costruzione della piscina riabilitativa. È iniziato prima del Covid, nel 2018, e non è ancora finito ora che il ricordo del Covid comincia a sbiadirsi. L’altro cantiere è nel parcheggio, che sembra un campo di battaglia a causa delle radici affioranti degli alberi. Un pezzetto è stato sistemato, gli altri sono in attesa.
Enrico Romei, da pochi giorni assessore allo Sport, si è preso una bella gatta da pelare. Rendere di nuovo fruibile la piscina di via Roma, l’unica comunale all’aperto in una città di 200.000 abitanti, potrebbe rivelarsi un’impresa. Ancora più difficile, se non impossibile, arrivare in fondo al progetto dello Stadio dell’Acqua di Iolo per il quale sono impegnati oltre 6 milioni di euro di fondi Pnrr che nonostante le rassicurazioni potrebbero andare perduti.
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