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Prato, c’è un indagato per il caso della ragazza trovata morta 20 anni fa sull’Autosole

di Redazione Prato

	Imane Laloua, la ventiduenne scomparsa da Prato nel 2003
Imane Laloua, la ventiduenne scomparsa da Prato nel 2003

La giovane marocchina Imane Laloua era scomparsa da Prato nel 2003 e i suoi resti furono trovati tre anni dopo a Barberino di Mugello. Sospetti su un albanese di 45 anni

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PRATO. A 23 anni dal ritrovamento dei resti di Imane Laloua, la giovane marocchina scomparsa da Prato nel 2003, l'inchiesta su uno dei più inquietanti casi di cronaca nera toscana registra una possibile svolta. Per la prima volta compare infatti il nome di un indagato: un cittadino albanese di 45 anni, residente a Firenze, accusato di omicidio e soppressione di cadavere.

Il 21 giugno 2006 un camionista, fermatosi lungo un tratto dell'autostrada A1 tra Barberino di Mugello e Roncobilaccio, notò alcuni sacchi di plastica abbandonati nella boscaglia. Avvicinandosi, fece una scoperta agghiacciante: all'interno si trovavano i resti smembrati e scarnificati di una giovane donna. Soltanto anni dopo, grazie agli esami del Dna, si riuscì a identificare la vittima in Imane Laloua, che al momento della scomparsa aveva 22 anni. Da allora le indagini hanno attraversato numerose piste, comprese ipotesi mai confermate legate a presunti gruppi satanisti. Nessuna, tuttavia, aveva portato a risultati concreti. Oggi l'attenzione degli investigatori si concentra su alcuni reperti rinvenuti nell'auto dell'attuale indagato poche settimane prima del ritrovamento del cadavere. Gli oggetti, custoditi per anni negli uffici di un commissariato nelle Marche, non erano mai stati analizzati perché non collegati all'omicidio.

La Procura di Firenze ha notificato all'uomo un avviso per accertamenti irripetibili, disponendo nuove analisi scientifiche per verificare l'eventuale presenza di tracce genetiche riconducibili alla vittima. Un esame complesso, reso particolarmente difficile dal lungo tempo trascorso, ma che potrebbe fornire elementi decisivi. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo in attesa dei risultati.

Grande attesa anche da parte dei familiari della giovane, che da oltre due decenni chiedono verità e giustizia.

«Credo che ci sia ancora molto da fare», ha detto l'avvocato Francesco Filograsso, legale della madre di Imane, Chakir

Zoubida, parlando con Repubblica. «Lo abbiamo sostenuto opponendoci alla richiesta di archiviazione e chiedendo la riapertura delle indagini. Diverse persone sono rimaste nell'ombra durante i precedenti accertamenti».

La nuova pista investigativa nasce nell'ambito degli approfondimenti condotti dai carabinieri del Ros su casi di donne scomparse e delitti irrisolti, attività sviluppata nel contesto dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Prato su Vasile Frumuzache, guardia giurata accusata dell'omicidio di

due giovani escort romene. Sebbene non siano emersi collegamenti diretti tra il caso Laloua e persone vicine all'uomo, la scoperta dei reperti mai esaminati ha riacceso l'interesse investigativo.

Secondo quanto emerso, il nuovo indagato avrebbe percorso l'autostrada attraversando anche la Toscana prima di essere fermato. Da qui la trasmissione degli atti alla Procura di Firenze, che ha sviluppato ulteriormente la pista fino all'iscrizione dell'uomo nel registro degli indagati. Resta ancora da chiarire se questa nuova direzione investigativa coincida con gli elementi raccolti dalla difesa della

famiglia, che nei mesi scorsi aveva evidenziato anche il mistero del telefono cellulare della vittima, rimasto attivo a intermittenza sulle reti telefoniche per diverso tempo dopo la sua scomparsa.

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