Fisco
Giunta, Biffoni non ha fretta: aspetta Avs e l’area Schlein
Il sindaco di Prato ostenta serenità e fa capire che farà una scelta “ecumenica”. Casa Riformista si dice sicura di avere un assessorato
PRATO. «La nuova giunta? Sono pronto a farla anche tra un minuto, ma devo dare il tempo a tutti di trovare la quadra». Mentre a Pistoia si litiga, a Prato il sindaco Matteo Biffoni ostenta serenità e par di capire che alla fine la sua sarà una giunta “ecumenica”, un elenco di assessori in grado per quanto possibile di accontentare tutti gli appetiti politici, o quasi.
Dalla lista Casa Riformista-Orgoglio per Prato dicono di essere sicuri di avere un assessorato e lo stesso Biffoni lascia intendere che si tratta di una speranza ben riposta. Che poi il prescelto sia il consigliere Pasquale Palumbo (con l’eventuale ingresso in Consiglio della seconda dei non eletti Rosanna Sciumbata) o un altro, questo al momento non è dato di sapere.
Il tempo che serve agli “altri” per trovare la quadra sembra una questione che in questo momento riguarda Avs, col “derby” tra il segretario Alessio Laschi e il consigliere Lorenzo Chiani, ma soprattutto l’area Schlein del Pd, che ambirebbe a una corposa rappresentanza, almeno tre assessori, ma qualcuno rimarrà inevitabilmente fuori. Lunedì Biffoni si è sentito col plenipotenziario dell’area Schlein in Toscana, il deputato Marco Furfaro, e su questo si limita a dire che hanno «fatto il punto».
«Ho bisogno di competenze – ripete Biffoni – Non mi fa specie metterci un giorno più o un giorno meno. Voglio far partire la macchina ma non sento la tagliola sul collo. A tutti in questi giorni sto dicendo la stessa cosa: facciamo un lavoro per trovare una quadra e una squadra. Onestamente comunque non vedo grandi fibrillazioni».
Da giorni ormai gli unici due assessori che vengono dati per sicuri sono l’ex assessora ed ex segretaria del Partito democratico Benedetta Squittieri e l’ex consigliere comunale Enrico Romei. Su tutto il resto si rincorrono solo le voci.
Quanto all’assessore per Casa Riformista, le speranze della lista che ha come punti di riferimento l’assessora regionale Cristina Manetti e il presidente Eugenio Giani sembrano trovare una sponda in queste parole del terzo Biffoni: «Sto cercando di fare in modo che chi entra in Consiglio abbia rappresentanza nelle scelte di governo. Così poi sarà più facile anche per me». Lo aveva già detto subito dopo l’elezione e lo conferma.
Invece la questione del vicesindaco è ancora in alto mare. L’area Schlein lo rivendica, ma sarà l’ultima scelta di Biffoni, quando tutti gli altri pezzi del puzzle saranno andati al loro posto. In realtà si tratta di una questione abbastanza per addetti ai lavori, perché poi conterà molto di più come saranno distribuite le deleghe. Ottenere un vicesindaco serve soprattutto a uso interno, per far vedere ai livelli regionali e nazionali di un partito che i rappresentanti locali hanno avuto voce in capitolo.
Una certa curiosità si era accesa per i due assessorati che dovrebbero dare un’impronta alla giunta Biffoni ter, la Legalità e il Diritto all’abitare. Per il primo si era fatto il nome dell’ex procuratore Giuseppe Nicolosi, tuttora ricoverato a Careggi dopo un grave incidente domestico; per il secondo circolano i nomi di Idalia Venco o Renza Sanesi, ma Biffoni potrebbe avere un coniglio nel cilindro. Intanto oggi ad Ascoli incontra il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e non è ipotizzabile che parlino di assessorati.
Per sé Biffoni non vorrebbe tenersi nessuna delega pesante, ma vuole comunque seguire in prima persona le grandi opere, quelle da lui iniziate e non ancora finite. Dunque sottopasso del Soccorso, Parco centrale, il nuovo Bastione delle Forche, il completamento della scuola Pier Cironi e soprattutto la questione dello stadio, con l’aumento della capienza o addirittura la costruzione di un nuovo impianto.
La giunta potrebbe essere pronta entro la fine di questa settimana. E la sua composizione potrebbe dire qualcosa anche in prospettiva, premesso che il sindaco avrebbe i numeri per fare di testa sua.
L’ipotesi di una giunta “ecumenica” potrebbe significare che Biffoni ha fatto un accordo coi vertici del suo partito prima della sua candidatura, un accordo che gli garantisce un futuro politico oltre Prato. Se invece alla fine uscisse una una giunta “made in Biffoni”, potrebbe significare che questo accordo non lo ha fatto.
Su queste ipotesi però il diretto interessato non è d’accordo. «Con le elezioni politiche tra un anno – sorride – Qualsiasi accordo fatto da qualsiasi politico sul proprio futuro politico è un accordo scritto sulla sabbia…”.
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