Campi Bisenzio, il concerto degli studenti di Prato nella chiesa di Michelucci
Gli alunni del Liceo musicale Cicognini Rodari si sono esibiti nella chiesa di San Giovanni Battista accanto all’autostrada
CAMPI BISENZIO. Musica, memoria e grande architettura si sono fuse ieri sera, venerdì 5 giugno, nello scenario della chiesa di San Giovanni Battista a Campi Bisenzio. Il capolavoro di Giovanni Michelucci, simbolo del ricordo dei caduti dell’Autostrada del Sole, ha ospitato il concerto finale degli ensemble di musica d’insieme del Liceo Musicale “Cicognini‑Rodari” di Prato. L'appuntamento, ormai diventato una tradizione attesa per il territorio, ha registrato un grande successo di pubblico, confermando l'alto livello artistico e la maturità interpretativa raggiunta dagli studenti. L'acustica avvolgente della chiesa, sospesa tra cemento e luce alle porte di Firenze, ha fatto da cassa di risonanza a un programma ambizioso diviso in tre parti.
Ad aprire la serata poco dopo le 18 è stata la Playful Guitar Orchestra. L'ensemble di chitarre e strumenti a pizzico del liceo ha incantato la platea con un percorso sonoro che ha dato vita a pagine di grande delicatezza timbrica, alternate a brani più brillanti, caratterizzati da un’energia contagiosa e da un gioco di colori sempre nitido.
Particolarmente apprezzato l’omaggio alla tradizione partenopea, rielaborato con gusto e sensibilità e il finale, con il celebre “Canarios” di Gaspar Sanz, ha acceso la platea con il suo carattere danzante e virtuosistico.
La seconda parte ha visto protagonista l'Orchestra Sinfonica del Liceo, impegnata in un programma di ampio respiro. L’apertura con Peer Gynt di Edvard Grieg ha offerto atmosfere fiabesche e nordiche, restituite con buona cura dinamica e un suono orchestrale compatto.
A seguire, la Moldava di Bedřich Smetana ha rappresentato uno dei momenti più intensi del pomeriggio: il celebre flusso musicale del fiume boemo è stato reso con attenzione alle sfumature e un crescendo ben costruito, i ragazzi sono stati capaci con i loro strumenti di coinvolgere il pubblico in un vero e proprio viaggio narrativo.
Il lirismo di “O mio babbino caro” di Giacomo Puccini ha portato un momento di sospensione emotiva, mentre la Danza ungherese n. 5 di Johannes Brahms ha riportato energia e brillantezza, con un’esecuzione vivace e ben articolata.
Nella parte conclusiva, orchestra e coro dell’istituto hanno unito le forze in una serie di brani che hanno messo in luce la solidità del lavoro didattico e la capacità di affrontare repertori complessi. Il gran finale con la Grand March dall’Aida di Giuseppe Verdi ha riempito la chiesa di Michelucci di sonorità solenni e imponenti, regalando al pubblico un epilogo di grande effetto.
L'evento ha ribadito il valore del Liceo Musicale “Cicognini‑Rodari”, guidato dal dirigente scolastico Mario Di Carlo. Attivo dall’anno scolastico 2014‑2015 e unico istituto a indirizzo musicale della provincia di Prato, la scuola si conferma una delle realtà didattiche e culturali più dinamiche e in crescita dell'intera piana; l'istituto, che unisce lo studio tecnico‑pratico della musica alle discipline liceali, continua a distinguersi per la qualità dei suoi ensemble e per la capacità di formare giovani musicisti consapevoli, curiosi e preparati.
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