Prato, quel sottopasso è il triangolo delle Bermude, ma non è solo colpa della pioggia
Pratilila fa da tappo perché il tunnel è stato costruito male: mancano le pompe idrauliche e la vasca di raccolta
PRATO. La chiusura del sottopasso di Pratilia sulla Declassata ha smesso di fare notizia ormai da un po’, ma le chiusure a ripetizione, ieri e oggi, 6 maggio, che hanno intrappolato migliaia di automobilisti in un gigantesco ingorgo che si è esteso a tutta la città, stavolta fanno notizia, per almeno un motivo: siamo in campagna elettorale e la soluzione di questo problema, che affligge puntualmente migliaia di automobilisti, non figura ai primi posti delle agende dei partiti.
Non se ne parla perché ormai ci si è fatta l’abitudine, eppure si tratta di un “tappo” che incide pesantemente sulla vita di chi ogni mattina si sposta verso ovest per andare al lavoro e ogni sera compie lo stesso tragitto per tornare a casa.
Parliamo di spostamenti verso ovest perché la chiusura del sottopasso scatta quasi sempre sulla carreggiata in direzione Pistoia, quasi mai (ma oggi sì) su quella in direzione Firenze.
La pioggia intensa c’entra solo fino a un certo punto. Lo dimostra il fatto che il sottopasso della Questura non si allaga e nemmeno quello di via Nenni. Si allaga quello di Pratilia perché è fatto male. All’inizio si pensava che fosse un problema di precipitazioni troppo abbondanti, poi si è scoperto che il sottopasso è stato realizzato al risparmio, cioè non sono state previste pompe idrauliche che possano togliere l’acqua in eccesso. Ce ne sono un paio, piccole, sul lato del supermercato dell’Esselunga, ma siccome non è stata realizzata una vasca di raccolta, l’acqua fatica ad arrivare in quel punto e ristagna sulla sede stradale.
Dunque, urge una soluzione strutturale, ma c’è un problema di non poco conto: da anni il viale Leonardo da Vinci e dunque anche il sottopasso sono di competenza dell’Anas, che non dà segni di voler intervenire. L’ultima sollecitazione all’Azienda nazionale autonoma strade statali risale al novembre 2024, quando l’allora sindaca Ilaria Bugetti, all’indomani di un catastrofico ingorgo che provocò code fino a Prato Est, tentò senza successo di ottenere impegni dall’azienda. Poi la giunta è caduta per le note vicende e si è tornati a rassegnarsi. Più che rassegnati, sono arrabbiati gli automobilisti che ieri e oggi sono arrivati tardi al lavoro a causa delle ennesime chiusure del sottopasso.
In questi giorni si fa un gran parlare del faraonico investimento da mezzo miliardo di euro sulla tramvia Prato-Campi Bisenzio che dovrebbe contribuire a decongestionare il traffico anche sulla Declassata, ma basterebbe una porzione infinitesimale di quei fondi per risolvere una volta per tutte il caso del sottopasso di Pratilia e togliere la spada di Damocle che pende sulla testa degli automobilisti ogni volta che piove un po’ più della norma. Martedì, peraltro, era annunciata un’allerta gialla, che tradotto dal gergo meteo-burocratico significa semplicemente “pioverà”. Basta così poco per mandare in crisi la viabilità di una città di 200mila abitanti.
