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Lucca, muore docente dell’Università di Pisa: la “sorpresa” dal notaio alla lettura del testamento – La scelta di Nadia Simonini

di Redazione web

	Nadia Simonini 
Nadia Simonini 

L’attivista e docente, figura storica delle battaglie ambientali in Valle del Serchio, ha destinato tutti i suoi beni all’Aoup: ora l’azienda sanitaria avvia le verifiche per capire l’entità dell’eredità e valutare l’accettazione

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PISA. Quando il notaio Giampiero Petteruti, nel suo studio di Castelnuovo Garfagnana, ha dato lettura del testamento, poco è stato lasciato all’immaginazione: come erede universale è stata indicata l’Azienda ospedaliero universitaria pisana. A compiere questa scelta è stata un nome noto dell’attivismo ambientale della Valle del Serchio e non solo: Nadia Simonini, morta a ottant’anni nel luglio del 2025.

Il ricordo dei comitati ambientalisti

Per tracciare un ritratto di Simonini, forse la scelta migliore è lasciar parlare una serie di comitati ambientalisti con i quali si trovò a collaborare e che poco dopo la sua scomparsa così la ricordavano: «Da sempre impegnata in movimenti per la difesa dell’ambiente e la salute dei cittadini, negli ultimi anni si era avvicinata anche alla lotta per la difesa e l’attuazione della Costituzione. È difficile fare un elenco di tutte le battaglie di cui è stata protagonista; un gruppo di associazioni e movimenti di cui è stata militante ci tengono comunque a ricordarla e ringraziarla per il contributo fattivo e costruttivo fornito in tutti questi anni di attività, confidando che i suoi insegnamenti scientifici e la sua voglia di lottare si trasmettano a chi ancora ha voglia di battersi per l’ambiente, la salute e l’attuazione della Costituzione». A firmare la nota l’Anpi Val di Serchio Garfagnana, il Comitato ambiente e salute Diecimo, il Comitato per l’attuazione della Costituzione Valle del Serchio, il Movimento La Libellula e Zero Waste Italy. Nel corso degli anni si era battuta, tra gli altri, contro il progetto per un impianto a biomasse a Gallicano e per un gassificatore a servizio dell’industria siderurgica Kme a Fornaci di Barga.

Il profilo accademico

Ma Simonini era anche un’accademica. Nata a Glasgow (come tanti garfagnini che presero la via dell’emigrazione) si era laureata in scienze naturali all’Università di Pisa per poi insegnare in diversi atenei, anche all’estero. Ed era stata in cattedra anche all’Università di Pisa, in particolare alla facoltà di Medicina. Il suo campo di interesse era in particolare la biochimica, ma sapeva padroneggiare molti aspetti relativi soprattutto all’ambiente e – contando su una padronanza eccellente dell’inglese – aveva anche tradotto diversi articoli.

La lettura del testamento e i passaggi necessari

Il testamento di Nadia Simonini è stato letto il 3 marzo scorso, su istanza dell’Aoup. Perché l’azienda diventi effettivamente beneficiaria dell’eredità ci sono però dei passaggi da effettuare.

La consistenza del patrimonio e le verifiche

Dal contenuto letterale del testamento, infatti, non è evidente quale sia l’effettiva consistenza del patrimonio di Simonini. Dall’esecuzione di alcune visure catastali risultano senz’altro un immobile a Gallicano e un appartamento nel quartiere Don Bosco. Tuttavia, è necessario, da parte dell’Aoup, procedere a una serie di accertamenti per capire se ci sono altre poste attive o passive . Un passaggio essenziale per decidere poi se accettare o meno l’eredità – eventualmente con la formula del beneficio di inventario. Per questo saranno eseguite, nel corso delle prossime settimane, verifiche che interesseranno l’Agenzia delle entrate, le Poste, le banche e i Comuni. Solo a quel punto l’Aoup deciderà se accettare la nomina a erede universale.

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