Il Tirreno

Prato

Verso il voto

Prato, assenze eccellenti alla presentazione di Gianluca Banchelli

di Paolo Nencioni

	Gianluca Banchelli (al centro) insieme a Cosimo Zecchi e Daniele Spada
Gianluca Banchelli (al centro) insieme a Cosimo Zecchi e Daniele Spada

Il candidato sindaco del centrodestra ha esordito al Caffè Poirot senza La Porta, Mazzetti e Pieri, le tre donne protagoniste delle divisioni all’interno della coalizione

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PRATO. Come talvolta accade, si sono fatti notare più gli assenti dei presenti alla presentazione ufficiale del candidato sindaco del centrodestra, Gianluca Banchelli, stamattina 18 aprile al Caffè Poirot in piazza delle Carceri.

Gli assenti sono tutti formalmente giustificati e rispondono ai nomi della deputata Erica Mazzetti, della consigliera regionale Chiara La Porta e dell’ex assessora Rita Pieri (quest’ultima candidata in pectore fino agli ultimi giorni) , cioè le tre donne che, volenti o nolenti, sono state protagoniste della battaglia interna alla coalizione di centrodestra che alla fine ha portato alla scelta di Banchelli. Lui l’ha presa con filosofia e ha lanciato la sua campagna coi presenti, cioè i due candidati perdenti nel 2019 e nel 2024, Daniele Spada e Gianni Cenni, e i vertici dei partiti che lo sostengono: Matteo Mazzanti di FdI, Francesco Cappelli di Forza Italia, David Carlesi della Lega ed Enrico Mencattini dell’Udc.

«Andremo a votare con quella che è una certezza: la magistratura, non più tardi dello scorso anno, ha detto chiaramente che c’è connivenza tra criminalità organizzata e politica – ha detto Banchelli – È in questo quadro che i pratesi sono chiamati a votare, per una tornata amministrativa che ha un significato molto più profondo: è una chiamata alla responsabilità, a valutare seriamente il futuro di questa città messa in ginocchio da più di dieci anni di scelte scellerate, culminate con il commissariamento».

«Per la prima volta – ha aggiunto – Prato ha visto un prefetto al posto di un sindaco. Dieci anni di governo di sinistra hanno portato a questo risultato, lasciando oltretutto una città immobile e priva di fiducia nel futuro. E adesso gli autori di questa sciagura tornano a presentarsi. Con quale coraggio? Io penso che un mondo normale, chi di dovere avrebbe dovuto assumersi le proprie responsabilità a farsi da parte. Alla cittadinanza voglio dire una cosa: né io, né voi cittadini siete responsabili di tutto ciò: negli ultimi dieci anni mi sono occupato di fare al meglio il mio lavoro, della mia famiglia, di contribuire a creare benessere anche in tutte quelle imprese che aiuto a svilupparsi, crescere e raccogliere le sfide difficili che ogni giorno si trovano davanti. Sono ogni giorno al fianco di lavoratori ed imprenditori, che si sono affidati a me per superare momenti di crisi. E anche a loro ho guardato quando ho deciso di accettare questa sfida. Adesso, ho deciso di mettere la mia esperienza, documentata, certificata, riscontrabile, al servizio della nostra città. Con una promessa: voglio dare ai miei figli, ai figli della nostra città la stessa occasione che Prato ha dato a me. Quando mi guardo intorno, non vedo solo strade, piazze, palazzi: rivedo mio padre che andava al lavoro la mattina presto, rivedo mia madre che credeva in un futuro migliore. Vedo me, ragazzo, che da questa terra ha ricevuto tutto. Prato mi ha dato una vita, e io voglio lavorare per la collettività: per “restituire” quel che la città mi ha dato».

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