Il Tirreno

Firenze

Il caso

Morte Franka Ludwig, ora per l’ex chef spunta l’ombra di altri due omicidi: «Avrebbe ucciso anche il padre e la badante»

di Luigi Spinosi

	Emiliano Milza e i carabinieri sul luogo del ritrovamento del corpo della donna
Emiliano Milza e i carabinieri sul luogo del ritrovamento del corpo della donna

La Procura di Firenze adesso contesta altri due episodi, oltre a quello che riguarda la 52enne tedesca

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FIRENZE. Ombre sempre più inquietanti sulla figura di Emiliano Milza, lo chef fiorentino in carcere da gennaio con l’accusa di aver ucciso in concorso della compagna, Franka Ludwig, 52enne tedesca trovata senza vita il 2 luglio del 2025 lungo un sentiero nel comune di San Godenzo.

La procura di Firenze adesso contesta altri due omicidi: quello della badante della madre (la cui morte da tempo era considerata sospetta) e anche quello del padre, il cui corpo verrà riesumato nelle prossime settimane (mentre per la badante 40enne è in fase di definizione la rogatoria con il Perù, da dove proveniva e dove è stata sepolta).

Il caso anche in tv

Gli approfondimenti sul decesso del padre, avvenuto ad agosto 2022, sono scattati a seguito dell’esposto depositato in procura dalla sorella dell’uomo, che nei mesi precedenti alla sua morte aveva confessato di avere il sospetto che il figlio gli desse delle sostanze nel vino. Un sospetto che lo zio Gianfranco aveva raccontato anche alle telecamere di “Chi l’ha visto?”.

Il sospetto è che per impadronirsi del patrimonio di famiglia Milza abbia provocato la morte del genitore mediante la sistematica somministrazione nelle bevande e nei pasti di dosi crescenti di benzodiazepine, fino a indebolirlo sempre di più e a indurgli crisi respiratorie.

Il padre e la badante

Per quanto riguarda la badante invece, sempre secondo l’accusa, mesi prima di morire sarebbe stata convinta da Milza ad aprire un’assicurazione sulla vita: l’uomo l’avrebbe persuasa dicendole che in caso di decesso avrebbe riscosso l’indennizzo curandosi di recapitare la somma ai figli in Perù.

Anche in questo caso, la morte sarebbe avvenuta tramite “l’occulta somministrazione” di dosi massive ipnotici in bevande e pietanze. Le accuse per il 50enne – difeso dagli avvocati Vittorio Sgromo e Cristiano Calussi – sono di omicidio volontario aggravato e frode assicurativa per aver tentato di riscuotere l’indennizzo della polizza sulla morte della badante, denunciata come decesso dovuto a un malore.

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