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Prato, sul caso capienza dello stadio siamo alle carte bollate

di Redazione Prato

	Un polemico striscione dei tifosi del Prato allo stadio Lungobisenzio
Un polemico striscione dei tifosi del Prato allo stadio Lungobisenzio

La società Nova Sicurezza respinge le accuse del presidente Politano, che replica dicendo di aver messo tutto in mano agli avvocati

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PRATO. Sulla vicenda dei lavori per l’aumento della capienza dello stadio Lungobisenzio siamo alle carte bollate. Venti giorni dopo le accuse lanciate lo scorso 25 marzo dal presidente Antonio Politano, che aveva appena rimosso la moglie Asmaa Gacem dalla presidenza, al legale rappresentante della ditta Nova Sicurezza Stefano Tesi sulle presunte inadempienze nei lavori, lo stesso Tesi ha diffuso oggi, 14 aprile, una nota in cui nega che le «asserite criticità» possano essere riconducibili a lui o alla sua società. E dice che valuterà «l’opportunità di intraprendere le dovute azioni nelle sedi deputate». In altre parole di fare causa, che ancora evidentemente non ha fatto.

Caustica la risposta di Antonio Politano, che invece dice di aver già dato mandato ai propri legali di agire contro Nova Sicurezza e Stefano Tesi.

«A.C. Prato prende atto, con sincero stupore e un pizzico di ammirazione per la fantasia narrativa, del comunicato diffuso oggi da Nova Sicurezza s.r.l.s. – si legge nella nota di Politano – È sempre interessante osservare come, nel tentativo di negare l’evidenza, si possa arrivare a sostenere con assoluta sicurezza che criticità tecniche oggettive – rilevate da organi istituzionali e confermate da verifiche indipendenti di un docente dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma – semplicemente “non esistono”. Un approccio che, se applicato al calcio, consentirebbe probabilmente di pareggiare anche partite perse 4-0. A.C. Prato e la capogruppo Finres S.p.A. ritengono che le dichiarazioni rese si commentino da sole, a fronte delle evidenze tecniche emerse nell’ambito delle verifiche svolte sul progetto di ampliamento del Lungobisenzio e comunicano che hanno già conferito mandato ai propri legali di procedere nelle sedi competenti nei confronti di Nova Sicurezza s.r.l.s. e, in proprio, del signor Stefano Tesi, per accertare le responsabilità derivanti dalla gestione delle attività e delle pratiche affidate, con particolare riferimento alle carenze tecniche e progettuali riscontrate. Nel frattempo, il club prosegue con determinazione il proprio percorso di riorganizzazione e messa in sicurezza, con l’unico obiettivo di restituire alla città, ai tifosi e alle famiglie uno stadio e una società all’altezza delle aspettative».

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