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La polemica

Prato, il candidato Targetti attacca la Confesercenti: «Stampella del Pd»

di Redazione Prato

	Jonathan Targetti
Jonathan Targetti

La replica dell’associazione: «Noi non prendiamo ordini da nessuno»

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PRATO. Il candidato sindaco Jonathan Targetti non andrà all’assemblea annuale della Confesercenti e polemizza con l’associazione dei commercianti, che risponde negando le accuse.

«Non abbiamo dimenticato la scelta da parte di Confesercenti di escluderci due anni fa dai confronti da loro organizzati con i candidati sindaci – dice Targetti – Non ci fu data questa opportunità perché, testuali parole del presidente dell’associazione Stefano Bonfanti, peraltro notoriamente iscritto e militante del Pd, fu presa la decisione di invitare soltanto i candidati che risultavano più avanti nei sondaggi. Avendola trovata allora una grave mancanza di rispetto e una scelta che minò quei principi di imparzialità che dovrebbero essere garantiti dalle associazioni di categoria, riteniamo oggi doveroso rifiutare l’invito a partecipare alla loro assemblea elettiva annuale che si terrà nei prossimi giorni anche per lanciare un chiaro messaggio alla città. Negli ultimi anni Confesercenti Prato si è contraddistinta purtroppo di più per essere stata fedele stampella delle amministrazioni Pd che si sono susseguite alla guida della città e non per aver rappresentato con forze e chiarezza le enormi difficoltà che il commercio al dettaglio e le piccole e medie imprese stanno affrontando».

«Solo l’ennesima polemica costruita per farsi notare – replica il presidente di Confesercenti Stefano Bonfanti – Confesercenti non è, né è mai stata, la “stampella” di alcuna amministrazione. Confesercenti è da sempre un’associazione autonoma, libera e indipendente. Non siamo la stampella di nessuno: dialoghiamo con tutte le amministrazioni, di qualsiasi colore politico, nell’esclusivo interesse delle imprese. Pensare il contrario significa non conoscere il ruolo delle associazioni di categoria. Quanto alle polemiche del passato, tornare con toni rancorosi su fatti di anni fa, peraltro ricostruiti in maniera errata, per evitare di ascoltare il nostro contributo in termini di idee, proposte e critiche non rende onore al candidato sindaco. Sull’autonomia, poi, vorrei essere molto chiaro: Confesercenti non prende ordini da nessuno e non fa sconti a nessuno. Quando c’è da criticare lo fa, quando c’è da collaborare lo fa, sempre e solo sulla base dell’interesse delle imprese».

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