Pisa, aeroporto nel caos per il nuovo sistema digitale EES: «File interminabili e turni massacranti» – Cosa sta succedendo
A parlare è il segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia, Luca Collecchi: «Oltre alla carenza di personale, mancano soprattutto spazi e un adeguato numero dei varchi per gli arrivi e le partenze dei voli extra Schengen»
PISA. Entra in vigore ufficialmente da sabato 11 aprile il nuovo sistema di controllo digitale per la sicurezza. E all’aeroporto di Pisa è il caos. «Era facilmente prevedibile che con l’entrata in funzione del sistema EES si creassero criticità», sottolinea Luca Collecchi, nel pomeriggio di sabato 11 aprile, rimarcando la lungimiranza del SAP (Sindacato autonomo di polizia, ndr) che già nei mesi scorsi aveva segnalato le difficoltà operative. Una posizione che oggi trova pieno riscontro nei fatti.
File interminabili già nella fase sperimentale
Il Segretario provinciale del Sap ricorda come già nella fase sperimentale «si sono registrate lunghe e interminabili file», un segnale evidente – afferma – di un sistema introdotto senza un adeguato supporto organizzativo e strutturale. Da qui la critica centrale: «Oltre alla carenza di personale, mancano soprattutto spazi e un adeguato numero dei varchi per gli arrivi e le partenze dei voli extra Schengen, di competenza del gestore aeroportuale», elementi che rendono insostenibile il carico di lavoro.
Fino a 10mila identificazioni al giorno
Particolarmente incisivo il passaggio sui numeri: fino a 10.000 persone identificate al giorno, con operatori costretti a «turni particolarmente gravosi e massacranti». Una condizione che, come evidenzia Collecchi, rischia di generare anche eventuali problemi di ordine pubblico, oltre a disservizi per l’utenza.
La proposta: più tempo e lavori urgenti
«Per sfruttare appieno l’efficacia di EES sarebbe necessario un ulteriore periodo di adattamento e di effettuare gli urgenti lavori per l’adeguamento degli spazi al fine di aumentare i varchi dei voli extra Schengen», propone il Segretario, indicando una soluzione percorribile per evitare il collasso delle procedure.
Il ruolo del Sap e l’avvio ufficiale dell’EES
Un’analisi chiara e autorevole, che conferma il ruolo del SAP come voce attenta e responsabile nella tutela degli operatori e dell’efficienza del sistema sicurezza. Intanto l’EES è ufficialmente operativo in Europa. Dopo un periodo di prova avviato gradualmente a partire dallo scorso ottobre, il nuovo sistema europeo di ingresso/uscita è ora entrato in vigore a pieno regime. L’obiettivo è modernizzare i controlli alle frontiere e i sistemi di immigrazione dell’Ue, rafforzando la sicurezza.
«Il sistema più avanzato al mondo»
Secondo il commissario agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, si tratta del «sistema informatico di gestione delle frontiere più avanzato al mondo», in grado di «raccogliere i dati biometrici e i dati di viaggio dei cittadini extracomunitari, sostituendo il tradizionale timbro sul passaporto».
Che cos’è l’EES
L'Ees (Entry/Exit System) è un sistema informatico automatizzato che registra i cittadini di Paesi extra-Ue che viaggiano per periodi di breve durata ogni volta che attraversano le frontiere esterne. Introdotta per modernizzare i controlli alle frontiere e i sistemi di immigrazione dell’Ue, la misura obbliga tutti i cittadini di Paesi extra-Ue a registrarsi alle frontiere esterne con foto e schedatura elettronica e con un soggiorno limitato a 90 giorni totali nell'arco di 6 mesi. Il sistema Ees sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto con un sistema digitale in grado di registrare gli ingressi e le uscite dei viaggiatori, rendendo i controlli alle frontiere più veloci e consentendo al personale di lavorare in modo più efficiente. L'Ees viene applicato ai cittadini non europei e non Schengen che si recano nei Paesi dell’Ue e nello spazio Schengen per soggiorni brevi fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni, per brevi vacanze, viaggi d’affari e transfrontalieri. Tutti i dati dei viaggiatori sono registrati dai 25 Paesi membri dell’Ue e dell’area Schengen: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia. A questi si aggiungono quattro Paesi non Ue: Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Irlanda e Cipro restano esclusi perché non appartengono all’area Schengen e continueranno a effettuare controlli manuali dei passaporti.
I vantaggi del nuovo sistema
Come si legge sul sito dell’Ue, l’introduzione dell’Ees garantisce:
- Controlli alle frontiere più efficienti
- Viaggi più facili e veloci, grazie a opzioni self‑service e alla possibilità di fornire informazioni personali in anticipo
- Prevenzione dell’immigrazione irregolare, grazie all’uso di impronte digitali e riconoscimento facciale
- Maggiore sicurezza nello spazio Schengen, con accesso a informazioni aggiornate sui viaggiatori
Brunner ha inoltre riferito che dall’avvio del sistema si sono registrati «oltre 51,5 milioni di ingressi e uscite» e «più di 27.000 rifiuti di ingresso, tra cui oltre 700 minacce alla sicurezza». L’introduzione dell’Ees, ha aggiunto, «segna un importante passo avanti nel rafforzamento della sicurezza dei cittadini europei e nella gestione delle frontiere esterne dell'Ue».
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