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Prato, maxi‑sequestro della Finanza: 246mila rocche di filato irregolare nei magazzini di un grossista

di Redazione web

	Maxi sequestro della Finanza 
Maxi sequestro della Finanza 

Durante i controlli dell’operazione “Legal Trade”, le Fiamme Gialle hanno scoperto due punti vendita con filati privi delle indicazioni obbligatorie su origine, importatore e composizione, avviando sequestri e segnalazioni alla Camera di Commercio

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Nuovo intervento della guardia di Finanza di Prato nell’ambito della campagna di controlli “Legal Trade”, l’operazione che punta a verificare la regolarità delle filiere di importazione dei prodotti extra‑UE commercializzati dai grossisti del distretto tessile. I militari hanno effettuato un accesso ispettivo in due punti vendita riconducibili a un’impresa gestita da un imprenditore di origine cinese, specializzata nella vendita di filati destinati all’industria. 

Etichette incomplete e assenza di informazioni obbligatorie

I primi campioni prelevati hanno subito evidenziato irregolarità: le etichette riportavano solo il Paese di produzione (Cina), senza indicare i dati dell’importatore o del distributore, informazioni obbligatorie secondo il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). Anche la composizione tessile dei filati risultava priva delle indicazioni minime richieste dal Regolamento UE 1007/2011, necessarie per identificare correttamente il materiale di ogni rocca.

Irregolarità diffuse: sequestrate 246.860 rocche di filato

Alla luce delle prime violazioni, i finanzieri hanno esteso i controlli all’intero magazzino dei due esercizi commerciali. La ricognizione ha confermato le stesse difformità nella quasi totalità dei prodotti presenti:

in totale sono state individuate 246.860 rocche di filato industriale, ciascuna lunga in media 15.000 metri e con un valore unitario di circa 5 euro. L’intero stock è stato sottoposto a sequestro per consentire ulteriori accertamenti.

Segnalazione alla Camera di Commercio e obbligo di regolarizzazione

Il titolare dell’impresa è stato segnalato alla Camera di Commercio di Prato per l’avvio dei procedimenti sanzionatori relativi alle violazioni riscontrate. Contestualmente, è stata avviata la procedura per la regolarizzazione delle etichettature e per la formale emersione della filiera di approvvigionamento.

Perché la tracciabilità è fondamentale

La normativa sulla corretta etichettatura dei prodotti tessili ha una duplice funzione: garantire la sicurezza dei materiali immessi sul mercato, assicurare il rispetto delle norme fiscali e doganali nelle fasi di importazione e rivendita. I controlli della Guardia di Finanza sui grossisti del distretto pratese mirano proprio a colpire a monte le filiere irregolari che, per ridurre i costi, utilizzano materiali privi dei requisiti di tracciabilità. Una pratica che espone i consumatori a rischi e alimenta concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano nel rispetto delle regole.

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