Prato, pistole travestite da penne nel terratetto-laboratorio. Il blitz della polizia: scoperta la filiera clandestina delle armi
Sequestro dopo due ore di osservazione. Collegamenti con tentato omicidio e rete riconducibile a Jiang
PRATO Lo seguono senza stringere. A distanza, con metodo. Due ore. Lui cambia passo, controlla dietro, rallenta, riparte. Sa di essere cercato, o almeno lo teme. Poi si convince. Entra. Via Curtatone, civico 65. Un terratetto qualunque. Da fuori niente. Dentro, secondo la Procura, un laboratorio.
La porta si apre con il blitz. E il quadro prende forma subito. Tre armi clandestine, tutte funzionanti. Due hanno la forma di una penna. Non oggetti adattati, ma strumenti costruiti per sembrare penne e sparare. Una è calibro 6 millimetri Flobert, pronta, con ogiva incisa per aumentare la capacità lesiva. L’altra nasce da un tubo metallico, più grande, con otturatore e percussore. La terza è una pistola a salve trasformata, con caricatore e un tromboncino lanciarazzi. Armi leggere, occultabili, pronte per essere usate o vendute.
Il sospetto diventa schema. Non solo detenzione. Produzione, adattamento, distribuzione. Quel terratetto come punto operativo, snodo di una filiera clandestina che si muove dentro la comunità cinese. Un luogo dove le armi prendono forma, vengono modificate, entrano in circolo. Il nome del trentaduenne compare già negli atti di un’altra notte. 19 aprile 2025, via del Seminario. Tentato omicidio e rapina. Un uomo colpito da un proiettile all’interno di uno stabile, poi soccorso in strada. La stanza da cui parte il colpo è riconducibile allo stesso soggetto. L’arma usata, secondo gli inquirenti, è una pistola a salve modificata. La stessa tecnologia ritrovata ora.
La traiettoria si allunga. La vittima viene arrestata a Padova su mandato europeo della Spagna. La rete si sposta, cambia città, attraversa confini. Prato non resta chiusa. Si collega. Nel fascicolo entra anche un nome pesante. Bobo Jiang. Evaso dalla Questura nel luglio 2025, arrestato a Barcellona poche settimane dopo. Condanna in abbreviato a tre anni e sei mesi. Droga, resistenza, lesioni, armi, ricettazione. Accessori di lusso rubati. Porto di coltello. Un altro procedimento aperto per traffico di stupefacenti ed evasione. Il trentaduenne viene indicato come legato a quel circuito.
Il sequestro interrompe una linea operativa. Tre armi in meno sul mercato. Ma soprattutto un’indicazione. Le armi non arrivano soltanto. Si costruiscono. Si trasformano. Si assemblano in casa, in spazi invisibili.
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