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Prato, la Lega si scandalizza per un volantino antifascista e il Sudd Cobas replica: «Vogliono trasformare la normalità in assurdo»


	Il volantino che ha scandalizzato l'ex consigliere leghista
Il volantino che ha scandalizzato l'ex consigliere leghista

Botta e risposta tra l’ex consigliere Stanasel e il sindacato in vista della manifestazione del 7 marzo

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PRATO. L’ex consigliere comunale della Lega Claudiu Stanasel si è scandalizzato per un volantino distribuito nelle scuole che invita alla mobilitazione contro il presidio del 7 marzo promosso da Remigrazione, il movimento di estrema destra che vuole mandare a casa gli stranieri. E il sindacato Sudd Cobas gli risponde per le rime: «I nuovi fascisti della “remigrazione” vogliono trasformare la normalità in assurdo e l’assurdo in normalità».

E’ solo l’ultimo passaggio di avvicinamento a un pomeriggio in cui destra e sinistra si conteranno in piazza, a distanza: Remigrazione in piazza Europa, tutti gli altri in piazza delle Carceri, col centro storico blindato nonostante non siano previsti cortei.

«In queste ore – scrive Stanasel – tanti studenti pratesi mi stanno segnalando la presenza di manifesti politici distribuiti stamani nelle scuole della città. Si tratta di manifesti che paragonano la manifestazione prevista sabato a Prato al fascismo storico, parlano di “deportazioni” e invitano studenti e cittadini a partecipare a una contromanifestazione prevista lo stesso giorno in piazza Duomo, quella organizzata, come è risaputo da giorni, da Sudd Cobas insieme a Collettivo di Fabbrica e Comitato 25 Aprile Prato. La foto in questione che mi è stata inviata da uno studente mostra uno di questi manifesti affisso all’interno di un bagno degli studenti del Liceo Rodari. Un fatto che considero estremamente grave. Le scuole devono essere luoghi di studio e di formazione, non spazi trasformati in bacheche di propaganda politica o ideologica, soprattutto quando questa viene rivolta direttamente a studenti e minorenni. È quindi legittimo chiedersi chi abbia materialmente distribuito e affisso questi manifesti all’interno della scuola, quando sia avvenuto e soprattutto come sia stato possibile farlo senza che nessuno intervenisse. Mi aspetto che il dirigente scolastico del Liceo Rodari chiarisca immediatamente se la scuola fosse a conoscenza della presenza di questi manifesti, chi li abbia affissi all’interno dell’istituto, quali controlli vengano effettuati affinché gli spazi scolastici non diventino luoghi di propaganda politica. La scuola deve restare un luogo libero, pluralista e rispettoso di tutte le idee, non il terreno di scontro ideologico tra gruppi militanti».

La risposta del Sudd Cobas non si è fatta attendere. «Stanasel grida “vergogna” per un volantino antifascista nelle scuole di Prato. Chi dovrebbe vergognarsi? E per cosa? – si legge in una nota del sindacato – I nuovi fascisti della “remigrazione” vogliono trasformare la normalità in assurdo e l’assurdo in normalità. Vogliono i lavoratori immigrati ancora di più sotto ricatto e sfruttati nelle fabbriche, e gli studenti nelle scuole con le bocche chiuse. Provano ad intimidire e provare a fare scandalo su un volantino con scritto “Manifestazione antifascista”. Ma non c’è vergogna nell’antifascismo, non c’è vergogna nel pretendere cittadinanza e diritti per tutti. Chi si deve vergognare è chi parla di deportazioni. Prato è una città immigrata e fiera di esserlo. Dispiace per loro ma Prato resta città e operai e antifascista e sabato se ne renderanno conto. Nelle scuole sono centinaia i ragazze e ragazzi, bambine e bambini, che studiano per anni in Italia e sono costretti a fare le file davanti alla Questura per rinnovare i permessi di soggiorno, questa è la vergogna. Rilanciamo l'appuntamento per sabato 7 marzo alle 15,30 in piazza Duomo per la manifestazione Prato Operaia Libera e Antifascista».

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