Massa, chiede lo stipendio arretrato e viene picchiato con calci e pugni
La denuncia della Cgil sulle lesioni subite da un lavoratore del settore della nautica da parte del titolare a cui aveva chiesto il pagamento della retribuzione arretrata. Giani e Lenzi: «Necessaria una condanna pesante»
MASSA. «Chiunque si renda autore di violenze su un lavoratore che chiede legittimamente di vedere pagato il proprio stipendio va condannato pesantemente e non merita di essere definito imprenditore». Si apre così la presa di posizione del presidente della Toscana, Eugenio Giani, e dell'assessore regionale al Lavoro, Alberto Lenzi, riguardo alla denuncia della Cgil di Massa Carrara sulle lesioni subite da un lavoratore nel settore della nautica da parte del titolare a cui era stato richiesto il pagamento della retribuzione arretrata.
Calci e pugni
Una richiesta che avrebbe scatenato la violenta reazione dell'imprenditore. Secondo la ricostruzione fornita dalla Cgil infatti, il titolare dell'azienda avrebbe aggredito il dipendente «colpendolo con calci e pugni. Il giovane operaio è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso dell'ospedale locale, dove i medici gli hanno diagnosticato contusioni multiple con prognosi di sette giorni», spiega ancora il sindacato.
«Non è un fatto isolato»
Giani e Lenzi, auspicando che le «autorità competenti giungano rapidamente a fare chiarezza sui fatti», esprimono solidarietà al lavoratore. E aggiungono: «Occorre una riflessione seria da parte del mondo delle imprese e dei diversi livelli istituzionali sui meccanismi distorsivi generati dal sistema degli appalti e dei subappalti e sui fenomeni di sfruttamento lavorativo». «Servono controlli - sottolineano il presidente Giani e l'assessore Lenzi - e lo Stato deve impegnarsi per aumentare gli organici, attualmente insufficienti, degli Ispettorati del lavoro». Allo stesso tempo, concludono Giani e Lenzi, «è quanto mai opportuno un ragionamento su certi modi di fare impresa che rischiano di infangare l'intera categoria degli imprenditori», perché «il caso di violenza che si è verificato a Massa non è purtroppo un fatto isolato in Toscana, come si riscontra dalle cronache, e troppe volte negli ultimi tempi abbiamo assistito a episodi che hanno calpestato duramente la dignità e la civiltà del lavoro».
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