Il Tirreno

Prato

La sentenza

Prato, pesante condanna per la bara piazzata davanti all’hotel

di Paolo Nencioni

	1° ottobre 2024: due uomini piazzano la bara davanti al Wall Art di viale della Repubblica
1° ottobre 2024: due uomini piazzano la bara davanti al Wall Art di viale della Repubblica

Cinque anni e due mesi a un italiano, patteggiano due cinesi. L’intimidazione avvenne nell’ambito di una guerra per il controllo della prostituzione

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. È arrivata una pesante condanna, 5 anni e 8 mesi di reclusione, per Domenico Gagliardi, il calabrese di 37 anni in carcere dallo scorso 12 giugno con l’accusa di aver piazzato una bara davanti al Wall Art ApartmentHotel di viale della Repubblica per intimorire un imprenditore cinese nell’ambito di una “guerra” per il controllo del mercato della prostituzione.

Gagliardi, difeso da Alessandro Fantappiè, è comparso martedì davanti al giudice dell’udienza preliminare Camilla Tesi ed è stato giudicato col rito abbreviato. Doveva rispondere anche della detenzione di una pistola con matricola abrasa e il colpo in canna.

Ma è stato condannato anche il destinatario della macabra minaccia, il cinese Chen Hui, formalmente titolare della Pelletteria Simone di Campi Bisenzio, difeso da Tiziano Veltri, che ha patteggiato una pena di 3 anni e 8 mesi perché riconosciuto colpevole di sfruttamento della prostituzione. Insieme a lui ha patteggiato una condanna a 2 anni e 8 mesi Fan Chunli, un suo collaboratore.

All’origine del contrasto criminale, infatti, c’era il controllo delle “lucciole” che si prostituivano anche all’interno dell’albergo. Secondo la ricostruzione della Procura, Chen Hui, l’imprenditore minacciato, aveva in passato una posizione di predominio nello sfruttamento della prostituzione, ma a un certo punto il suo ex collaboratore Hu Haije, imputato nello stesso procedimento, aveva deciso di mettersi in proprio insieme ad altri e il plateale gesto della bara, piazzata all’ingresso dell’albergo la sera del 1° ottobre 2024 e l’incendio dell’auto dello stesso Haije, avrebbe avuto due scopi: riscuotere un credito dall’ex socio e far cessare la prostituzione proprio all’interno del Wall Art ApartmentHotel. La bara era stata custodita in un autolavaggio di via delle Fonti su disposizione di Hu Haije e poi trasportata nel parcheggio. Sopra fu messa una foto incorniciata di Chen Hui, il presunto debitore. 

Il festival
Il programma

Sanremo 2026, verso la quarta serata: i duetti in gara, la scaletta e gli ospiti

di Redazione web