Prato, centro spopolato di negozi: «È anche colpa degli affitti» - Il prezzo record: 1.500 euro per 12 mq
Sono almeno sedici i fondi sfitti nel quadrilatero del centro storico
PRATO. Ma è proprio vero che il prezzo degli affitti dei fondi commerciali nel centro storico di Prato non sia la spiegazione principale di molte chiusure e cambi di gestione dei negozi, e alla fine di un progressivo spopolamento e impoverimento del centro? La tesi sostenuta qualche giorno fa da Tommaso Signorini della Conad, e in parte contestata da Stefano Bonfanti della Confesercenti, non trova d’accordo uno dei diretti interessati, cioè il titolare di un’attività in centro che preferisce non comparire ma che è a conoscenza di qualche prezzo e di una dinamica che invece sembra individuare nel livello troppo alto degli affitti il principale imputato per lo spopolamento (almeno 16 fondi sfitti nel quadrilatero compreso tra corso Mazzoni, via Garibaldi, via Pugliesi e via Cairoli.
Partiamo dal suo caso personale. Per un fondo di poco più di 60 metri quadrati paga 2. 800 euro al mese. Negli ultimi tempi, per fronteggiare le difficoltà dovute al Covid, all’aumento delle bollette e al calo del lavoro in centro ha provato a chiedere uno sconto e il proprietario invece di diminuirgli l’affitto glielo ha aumentato, dicendo che se non ce la faceva a pagare poteva anche lasciare il fondo, perché lui non aveva bisogno di quell’affitto (e probabilmente, aggiungiamo, avrebbe trovato a chi affittarlo di nuovo).
Secondo questo commerciante il sistema vigente nel centro storico di Prato, ma probabilmente anche altrove, è il seguente. Il proprietario del fondo, magari da ristrutturare, lo affitta a un prezzo alto, carica le spese di ristrutturazione sull’affittuario e dopo 4 o 5 anni, quando magari il negoziante non ce la fa a sostenere l’affitto, si riprende il locale ristrutturato e si trova anche in tasca centomila euro.
«Ma vi pare corretto? Ma soprattutto vi pare un ragionamento imprenditorialmente sano?» sbotta l’affittuario .
Quello del nostro commerciante non è un caso isolato. Lui stesso è a conoscenza di un fondo di 12 metri quadri affittato per 1.500 euro a un negoziante che non può farne a meno. E di un altro fondo di 18 metri quadri senza bagno che per anni è stato affittato a 1.800 euro al mese e che ora, comprensibilmente, è vuoto.
«Se un fondo rimane sfitto troppo a lungo, poi i prezzi si abbassano» aveva detto giorno fa Tommaso Signorini, che da tempo ha aggiunto alla sua catena di supermercati quello di piazza San Francesco.
«Io capisco che le logiche di una realtà come Conad siano completamente diverse da un piccolo negozio, che sia food o abbigliamento o altro – gli risponde il nostro commerciante – e capisco anche che qualche proprietario abbia dovuto pagare i danni lasciati da affittuari morosi, ma ci sono tante realtà che pagano regolarmente i canoni, ma che presto lasceranno il centro per i motivi sopra descritti. Mi sembrerebbe corretto mettere sul banco degli “imputati” proprio il caro affitti che per qualcuno è motivo di chiusura».
I livello degli affitti di Prato non è paragonabile con quello di Firenze, ma nemmeno il livello delle attività commerciali lo è. Qui i grandi marchi non si fermano, preferendo appunto Firenze oppure la Versilia.
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