Prato, allarme fondi sfitti in centro: «Ma i prezzi non c’entrano»
Sono ben 16 nel quadrilatero tra corso Mazzoni e via Pugliesi. Confcommercio: «Non possiamo competere con Firenze». Confesercenti: «Penalizzati i giovani»
PRATO. Non c’è la fila per prendere in affitto i fondi commerciali disponibili nel centro storico di Prato, anzi. Basta fare un giro in centro per rendersene conto: nel solo quadrilatero compreso tra corso Mazzoni, via Garibaldi, via Pugliesi e via Cairoli, cioè nel cuore di quella che dovrebbe essere la vetrina commerciale della città, sono ben 16 i fondi sfitti, in media quattro per ogni strada.
E stiamo parlando solo di queste quattro strade. Il numero di fondi sfitti in centro è certamente molto più alto, ci se ne rende conto anche camminando in via Guasti o in altre strade che teoricamente dovrebbero essere appetibili e invece spesso offrono un panorama abbastanza desolante. Potrebbe essere un campanello d’allarme che annuncia una “fuga” oppure la conseguenza di un fisiologico turn over, e le opinioni in merito non sono unanimi.
«Bisognerebbe vedere quanti fondi sfitti c’erano prima e quanti ce ne sono ora – avverte Tommaso Signorini, vice presidente di Confcommercio e titolare della Conad che proprio sul centro ha puntato col supermercato di piazza San Francesco – Quello che vedo è che il centro sembra più attrattivo per molti giovani che vogliono venirci ad abitare. Ma non si può ignorare che la tendenza generale di molti centri storici a quella di essere sempre meno attrattivi per il commercio. In altre parole, Prato non può competere con Firenze o Venezia, perché è una città di seconda fascia, il grande marchio non viene a Prato e nemmeno a Pistoia, preferisce Firenze o la Versilia».
«E poi – aggiunge Signorini – mettiamoci che qui vicino c’è un grande centro commerciale come i Gigli, che non aiuta. Per rivitalizzare il centro bisognerebbe dare più servizi, soprattutto per chi viene a viverci, quindi bar, ristorazione, supermercati. A noi in piazza San Francesco sta andando bene, anche se c’è voluto molto tempo per realizzare il supermercato».
Signorini non crede che sia un problema di prezzi degli affitti eccessivamente alti: «Se un fondo rimane sfitto troppo a lungo, poi i prezzi si abbassano. Ma più che sugli affitti, io credo sia fondamentale realizzare collegamenti veloci con Firenze. Ne beneficerebbe sia il commercio che il turismo».
Sulla questione degli affitti dei fondi commerciali Stefano Bonfanti, presidente di Confesercenti, non è completamente d’accordo con Signorini.
«Sì, i fondi sfitti sono troppi – dice Bonfanti – C’è stato un susseguirsi di chiusure e per riaffittare certi spazi ci sono dei prezzi molto alti. Per entrare ci vogliono migliaia di euro e non sei ancora a nulla. Più di tutte sono penalizzate le start up dei giovani, che non possono permettersi investimenti di un certo tipo. Ora è tutto fermo perché il Comune è commissariato, ma con la nuova giunta dovremo parlarne, per provare a ripartire».
Anche perché, aggiunge Bonfanti, non è solo una questione di commercio, ma anche di sicurezza: «Il negozio aperto fa vicinato, fa socialità e cultura, alla fine garantisce anche una maggiore sicurezza».
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