Dehors a Firenze, da oggi la stretta nel centro storico: stop all’aumento delle superfici nell’area Unesco
Entra in vigore il nuovo regolamento comunale. Domande entro il 30 aprile anche per chi ha già i tavolini. Sanzioni più dure, concessioni solo alle imprese in regola con i contratti di lavoro, 60 strade senza pedane o tavolini e obbligo di planimetrie visibili e concessioni geolocalizzate
FIRENZE Da oggi i tavolini all’aperto a Firenze cambiano regole. Entra in vigore il nuovo regolamento comunale sui dehors, una stretta che punta a ridurre l’impatto delle occupazioni di suolo pubblico soprattutto nel centro storico, dove la crescita degli ultimi anni aveva alimentato polemiche tra residenti, operatori e tutela del patrimonio.
La prima novità è il blocco dell’aumento delle superfici complessive nell’area Unesco: non sarà più possibile ampliare lo spazio destinato ai tavolini rispetto a quanto autorizzato lo scorso novembre, con un ridimensionamento complessivo di circa il 10 per cento rispetto al regime precedente. Da oggi e fino al 30 aprile, tutte le attività (anche quelle che erano già dotate di dehors) dovranno presentare una nuova domanda di concessione. Le autorizzazioni attuali resteranno valide solo fino al rilascio o al diniego dei nuovi titoli.
Il regolamento introduce anche un sistema di sanzioni più severo. In caso di due violazioni nell’arco di un anno scatterà la decadenza della concessione, mentre la reiterazione delle occupazioni abusive potrà portare alla chiusura temporanea dell’attività. Le multe potranno arrivare fino a 500 euro. Ma la stretta non riguarda soltanto lo spazio fisico: tra i requisiti per ottenere o mantenere il suolo pubblico compare anche il rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro e la regolarità contributiva, insieme alla certificazione antimafia.
Secondo l’assessore allo sviluppo economico Jacopo Vicini, il provvedimento vuole riportare ordine in un settore cresciuto rapidamente negli anni della ripresa post-pandemica. «Diventano esecutive le nuove regole con sanzioni più severe, 60 strade con divieto di dehors, 20 con superfici bloccate e 73 con tipologie definite». L’obiettivo dichiarato è duplice: tutelare il contesto storico e garantire condizioni di concorrenza più trasparenti tra le imprese.
Il nuovo impianto normativo entra nel dettaglio anche sugli aspetti estetici e funzionali. Sono previste cinque tipologie di dehors, dai semplici tavolini senza pedana alle strutture più articolate, purché rimovibili. Vietata la plastica per teli e chiusure, così come qualsiasi forma di pubblicità sugli elementi dell’allestimento, a eccezione del nome del locale. Coperture e ombrelloni dovranno rispettare criteri di uniformità cromatica, mentre delimitazioni e pannellature dovranno essere trasparenti.
Cambia anche la trasparenza amministrativa. Tutte le concessioni saranno geolocalizzate e rese disponibili in open data, e ogni dehors dovrà esporre in modo visibile la planimetria con il numero massimo di coperti autorizzati. Un modo, nelle intenzioni del Comune, per rendere più semplice il controllo e più chiari i limiti per cittadini e turisti. Restano poi i vincoli tecnici: i tavolini potranno essere collocati solo davanti al proprio esercizio, dovranno essere garantiti almeno un metro e mezzo di passaggio sui marciapiedi e una corsia di 3,5 metri per i mezzi di soccorso, anche nelle aree pedonali. Per gli spazi aperti oltre le 22 sarà obbligatoria la valutazione d’impatto acustico.
La mappa della città cambia così in modo sensibile. In alcune strade e piazze di particolare pregio storico o artistico, da Ponte Vecchio a via Calzaiuoli, i dehors scompariranno del tutto. In altre l’estensione resterà congelata, mentre in decine di luoghi saranno consentite solo determinate tipologie di allestimento. È un equilibrio delicato, quello che il regolamento prova a costruire: tra l’economia della ristorazione all’aperto, diventata parte integrante dell’immagine turistica di Firenze e, in alcuni casi, non quella più prestigiosa, e la pressione crescente su spazi pubblici sempre più contesi. Il risultato, almeno sulla carta, è un sistema più rigido e più controllato. La prova vera comincia da oggi, tra le pietre del centro storico e i tavolini che, per la prima volta dopo anni, non potranno più crescere.
