Prato lancia un progetto rivolto agli studenti contro il fast fashion
Si chiama “I care, I make” e vuole promuovere il consumo sostenibile e la consapevolezza negli acquisti
PRATO. Un percorso di sensibilizzazione sui temi della moda sostenibile per favorire la consapevolezza negli acquisti e diffondere buone pratiche di consumo. Questi gli obiettivi del progetto “I Care, I Make” che il Museo del Tessuto e la Provincia di Prato hanno sviluppato insieme per coinvolgere gli studenti degli istituti superiori del territorio (Gramsci-Keynes, Livi e Copernico).
Il progetto vede al momento coinvolte 7 classi del terzo anno dell’Istituto di Istruzione Superiore Gramsci-Keynes e dell’Istituto di Istruzione Superiore Carlo Livi per un totale complessivo di 160 studenti.
Oggi, 4 febbraio, davanti ad una platea affollata di oltre 100 studenti al Gramsci-Keynes, è stato presentato il progetto alla presenza del presidente della Provincia Simone Calamai, del direttore del museo Filippo Guarini e della responsabile dei servizi educativi del museo Francesca Serafini. La presentazione verrà poi replicata nel pomeriggio, al museo, per le due classi del Liceo Livi.
Dopo i saluti istituzionali, è seguito l’incontro con la designer Flavia La Rocca, collaboratrice di WRÅD, importante studio di design e agenzia creativa co-fondata da Matteo Ward, attiva nei campi dell’educazione, dell’innovazione e della progettazione e consulenza sulla moda sostenibile.
La designer ha incontrato i ragazzi per un talk sull’importanza di acquisire degli stili di vita sostenibili specialmente per quanto riguarda il consumo di moda, sensibilizzando i giovani che sono proprio i maggiori consumatori di fast fashion.
All’incontro di stamani hanno preso parte anche gli studenti della prima edizione sperimentale del Campus “I Care, I Make” (a.s.2023–2024), oggi al quinto anno, che in qualità di “ambasciatori” hanno condiviso con i ragazzi più piccoli la propria esperienza pregressa raccontata attraverso un video documentario.
All’incontro formativo di oggi seguirà poi un campus di due settimane tra giugno e settembre destinato a 50 ragazzi, selezionati dai professori. Le attività sono progettate dal museo e si presentano come un’esperienza immersiva di formazione, di confronto e di progettazione attiva. Collaborano al campus Codesign Toscana, associazione culturale e network multidisciplinare specializzato nella progettazione e facilitazione di percorsi di design collaborativo e apprendimento cooperativo in contesti non formali; Francesca Sarteanesi, artista e designer, creatrice della linea Almeno Nevicasse, collezione di maglioni ricamati a mano che valorizzano la forza espressiva della parola e del linguaggio popolare; e la sopracitata WRÅD.
