Prato, processo per il crac Sasch: chiesta l’assoluzione per tutti
L’ex sindaco Roberto Cenni aveva già patteggiato una condanna, per gli altri quattro imputati si va verso una sentenza di non colpevolezza
PRATO. Si concluderà molto probabilmente senza nessun colpevole il lunghissimo processo per il crac della Sasch, l’azienda dell’ex sindaco Roberto Cenni, un procedimento nato da un’inchiesta iniziata quasi 14 anni fa e che già nel 2016 aveva visto l’uscita di scena di Cenni con un patteggiamento a due anni di reclusione per bancarotta.
Sul banco degli imputati sono rimasti il figlio Giacomo Cenni, difeso da Manuele Ciappi, Carlo Mencaroni, difeso da Alberto Rocca e Rachele Santini, Fabrizio Viscomi e Antonio Campagna.
Oggi, 11 luglio, però il pubblico ministero Valentina Cosci ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati. Gli eventuali reati fiscali sono prescritti, mentre per quelli societari non sarebbe emerso l’elemento soggettivo. L’udienza è stata aggiornata al 14 novembre e in quello stesso giorno potrebbe essere emessa la sentenza.