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Prato, pubblicità dei contributi elettorali: ex candidato presenta un esposto in Procura


	Jonathan Targetti
Jonathan Targetti

Jonathan Targetti sostiene che il Comune sia tenuto a pubblicare i finanziatori dei candidati e delle forze politiche. Il Comune dà un’interpretazione diversa della norma

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PRATO. L’ex candidato sindaco Jonathan Targetti non molla sulla questione della pubblicità dei contributi ai candidati e ai partiti in lizza alle passate elezioni amministrative e annuncia di aver presentato un esposto in Procura nel quale segnala la presunta inadempienza del Comune di Prato nel rendere pubblica la lista dei finanziatori di candidati e partiti.

Lo scorso gennaio, racconta Targetti, «ci siamo rivolti al Co.Re.Ge. (il Collegio regionale di garanzia elettorale, ndr) ricevendo come risposta la possibilità di consultare una parte dei rendiconti presenti ma col divieto di renderli pubblici. Normale, visto che le leggi che regolano questo passaggio non scaricano sulla Corte d’Appello le responsabilità di pubblicazione dei rendiconti». In realtà il Tirreno ha avuto accesso a quelle liste e ha pubblicato i finanziatori dei candidati Ilaria Bugetti e Gianni Cenni.

«Tra febbraio e marzo – prosegue Targetti – abbiamo mandato due Pec all’Ufficio elettorale del Comune di Prato e al presidente del Consiglio comunale chiedendo spiegazioni sulla mancata pubblicazione dei rendiconti completi di tutti i candidati sindaci e delle liste a loro collegate».

La tesi del Comune è che, sentiti gli uffici competenti, non spetti all’ente la pubblicazione dei contributi.

«Trascorsi quattro mesi senza risposta dal nostro sollecito all’Ufficio elettorale di Prato, abbiamo deciso di depositare un esposto in Procura in data 4 giugno nel quale sottoponiamo all’attenzione della Procura la situazione che segue. Il Comune di Prato risulta inadempiente, ad un anno di distanza dal voto, secondo la legge 10/1993, n.515, art. 12 comma 4. Copia del consuntivo va altresì depositata presso l'Ufficio Elettorale circoscrizionale competente, che ne cura la pubblicità. Questa è una battaglia di trasparenza che riguarda tutta la cittadinanza e la qualità delle prassi democratiche locali. Sapere chi ha finanziato le campagne elettorali e come e dove sono stati spesi i soldi non è un vezzo del sottoscritto ma un diritto di ogni cittadino garantito dalla legge».

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