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Prato, l’esordio dell’allenatore-scrittore: «Sono l’Houellebecq italiano»


	Jacopo Falanga in versione allenatore
Jacopo Falanga in versione allenatore

Jacopo Falanga, secondo di Manuel Iori alla Casertana, presenta domenica 17 al Terminale il suo primo romanzo: “Corpi sfatti”

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PRATO. «Sono l’Houellebecq italiano. Quando negli anni addietro mi è capitato di chiedermi cosa volessi fare, qualche volta mi rispondevo sognante “lo scrittore”, o comunque come dice un tale, uno che scrive dei libri, che lo scrittore sarebbe come dire che scrivi dei libri belli perché uno che dice “faccio lo scrittore” mi sembra sottintenda che i libri che scrive lui sono belli. Perché gli scrittori, quelli veri, secondo me sono così, scrivono libri belli. Un po’ come i matti, quelli veri». A dirlo è Jacopo Falanga, pratese, classe 1990. Nella vita è un allenatore di calcio – oggi è il secondo di mister Manuel Iori alla Casertana in serie C – ma il sogno proibito resta appunto quello di fare lo scrittore.

E un passo lo ha fatto, Falanga. La prima fatica è “Corpi sfatti”, un libro «che parla di una certa disperazione metropolitana – dice – di un Mondo che ha smarrito la Terra ed è polemico, ironico, coraggioso e romantico». E sarà presentato dallo scrittore Franco Legni, con l’autore, domenica 17 novembre alle 17 presso il cinema Terminale di via Carbonaia. «La presunzione cretina nel presentarsi come “l’Houellebecq italiano” – spiega ancora Falanga – ha stupito e attirato l’attenzione di una piccola casa editrice di Viterbo». Senza scorciatoie, senza agenti letterari, con diversi e più o meno garbati rifiuti, «a un certo punto – conclude – qualcuno ha ascoltato il lamento e la rabbia che c’è in “Corpi sfatti”». E dunque, per la prima nella sua città, appuntamento a domenica. 

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