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Prato

La protesta

Quasi due ore di bus per fare 18 chilometri: così il viaggio di una studentessa toscana diventa un’odissea

Studenti che salgono sull’autobus
Studenti che salgono sull’autobus

L’appello da parte delle famiglie degli studenti che dal Pratese vanno verso Pistoia: il racconto

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POGGIO A CAIANO. Proteste da parte delle famiglie di studenti che dal Pratese vanno verso Pistoia. In particolare un disagio viene sottolineato da Poggio a Caiano ed è in particolare la madre di una ragazza che frequenta il liceo classico “Forteguerri”.

«Mi rivolgo di nuovo a Autolinee Toscane e alle istituzioni per cercare di ottenere una soluzione al problema del servizio dei trasporti scolastici – spiega Francesca Banchini – un problema che per noi davvero ormai non è più tollerabile e che è stato segnalato più volte con vari canali, senza però arrivare a niente. Da quando, l'anno scorso, sono state tolte le linee dirette (Firenze-Pistoia) ed è stata istituita la fermata con obbligo di discesa dal mezzo a Olmi, nostra figlia, che (esce alle 13 da scuola) non arriva a casa prima delle 14,40. Preciso che si tratta di nemmeno 18 chilometri di percorso. Il problema principale è che l'autobus delle 13,08 da piazza San Francesco, che sulla carta dovrebbe arrivare a Olmi in tempo utile per permettere di prendere la coincidenza delle 13:38, arriva però sempre in ritardo».

Gli orari

I ragazzi devono quindi scendere e aspettare l'autobus successivo (13,54). «Ma anche questo però arriva sistematicamente in ritardo. Quando possiamo, quindi, ci sobbarchiamo noi genitori di andare a Olmi a prenderli con l'automobile ma la situazione è pesante oltre che ingiusta, visto che paghiamo un abbonamento per un servizio che poi di fatto non c'è - continua Banchini - Perché metterci un'ora e mezzo se va bene per tornare a casa con un cambio e per poco più di 15 chilometri non può essere definito, francamente, un servizio accettabile».

Lo sfogo

«Sottolineo di nuovo, inoltre, che è anche una questione relativa diritto allo studio: poter frequentare serenamente la propria scuola, arrivarci la mattina, tornare a casa a fine lezioni in tempi decenti – sottolinea– e senza essere già stremati prima dell'inizio dello studio pomeridiano penso che sia un diritto dei nostri ragazzi (diritto per il quale oltretutto le famiglie pagano un costoso abbonamento annuale)».

L’appello

Banchini vuol segnalare la possibilità di una soluzione. «Il sabato è stata istituita dal 9 novembre una corsa diretta, scolastica, che parte da piazza S. Francesco alle 13,13 e arriva a Poggio a Caiano alle 13,55. E' necessario metterla anche negli altri giorni e non solo di sabato. Potete "trasformare" così la corsa delle 13,08 o affiancarne un'altra (fra l'altro gli autobus sono sempre pienissimi e una corsa in più davvero sarebbe opportuna). Penso che si tratti di una soluzione che per Autolinee Toscane sarebbe attuabile con facilità e che però migliorerebbe notevolmente la nostra situazione e permetterebbe ai ragazzi di tornare a casa in un lasso di tempo accettabile.Chiedo il supporto delle istituzioni perché costringere i cittadini a supplire con le proprie auto alle carenze del trasporto pubblico non può essere la soluzione».

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