Prato, presidio sindacale davanti a Confindustria: traffico deviato
I lavoratori metalmeccanici protestano per la disdetta degli accordi territoriali in vigore da mezzo secolo
PRATO. Dalle 10 di oggi, 29 luglio, è in corso un presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede di Confindustria Toscana Nord, in via Valentini, in occasione della giornata di sciopero proclamata dai sindacati confederali nel settore metalmeccanico dopo la disdetta da parte di Confindustria degli accordi territoriali che erano in vigore dal 1974.
I manifestanti hanno iniziato ad attraversare la strada sulle strisce, avanti e indietro, e la polizia ha deviato il traffico sulle strade limitrofe.
“La disdetta degli accordi territoriali del settore metalmeccanico, decisa unilateralmente da Confindustria Toscana Nord, non è una buona notizia per la nostra provincia – ha detto nei giorni scorsi Aksel Fazio, responsabile lavoro per la federazione del Partito democratico – Si tratta di una decisione miope che potrebbe incidere negativamente anche sulle relazioni sindacali di altri comparti produttivi, creando un precedente pericoloso per la nostra comunità».
Secondo Confindustria, invece, la disdetta degli accordi territoriali è «coerente con relazioni industriali moderne e adeguate a tempi ben diversi da quelli di 50 anni fa».
«Da parte industriale – spiega Confindustria – è stato evidenziato come gli accordi territoriali per la meccanica dell'area pratese fossero superati dalle evoluzioni che si sono realizzate in questi decenni, divenendo antistorici e penalizzanti per le aziende e per gli stessi lavoratori. Rispetto agli anni Settanta nelle aziende della meccanica pratese si riscontrano oggi cambiamenti radicali sia come presenza di tipologie produttive diverse (al meccanotessile, tipico del distretto, si sono affiancati altri comparti dell'ampio e variegato settore meccanico) sia come livelli di specializzazione degli addetti: un quadro che non si concilia con trattamenti retributivi uniformi. Ingessare le spese per il personale significa condizionare pesantemente la possibilità di riconoscere compensi adeguati alle professionalità più performanti e strategiche. Una corretta e aggiornata impostazione delle relazioni industriali, che premi il merito e valorizzi le competenze di eccellenza, è anche un modo per potenziare la competitività delle imprese: si tratta quindi non di limitare le risorse da destinare alle retribuzioni, ma di gestirle al meglio affinché tutte le potenzialità delle risorse umane trovino la loro migliore e più piena espressione».
«La facoltà, che è propria delle singole aziende, di mantenere le condizioni in essere per i lavoratori attualmente in forze – spiega ancora Confindustria – è stata già esercitata da alcune imprese; Confindustria Toscana Nord ribadisce la disponibilità, già manifestata alle organizzazioni sindacali, a incoraggiare questi percorsi in termini non vincolanti».
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