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Prato, duello a distanza tra Bugetti e FdI sul contratto della candidata

di Paolo Nencioni

	Ilaria Bugetti, candidata sindaca del centrosinistra, e Matteo Mazzanti, coordinatore provinciale di FdI
Ilaria Bugetti, candidata sindaca del centrosinistra, e Matteo Mazzanti, coordinatore provinciale di FdI

La consigliera regionale del Pd ha confermato di essere dipendente part time di una società partecipata dal Gruppo Colle

07 giugno 2024
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PRATO. Lei li accusa di saper solo gettare fango e loro non mollano la presa. Lei è Ilaria Bugetti, candidata sindaca per il centrosinistra; loro sono i Fratelli d’Italia, che da qualche giorno la accusano di scarsa trasparenza sulla sua situazione patrimoniale e lavorativa, in particolare il suo risultare dipendente part time di una società partecipata dal Gruppo Colle di Cantagallo, il cui socio di maggioranza, Riccardo Matteini Bresci, è stato arrestato giovedì scorso con l’accusa di corruzione per presunti favori ricevuti dal tenente colonnello dei carabinieri Sergio Turini.

Ma l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia non è il nocciolo della questione, a meno di non attribuire alla candidata sindaca capacità divinatorie: non poteva sapere che l’imprenditore sarebbe stato arrestato.

Il nocciolo della questione è tutto politico, o meglio di opportunità, e si può riassumere in questi termini: è opportuno che un’amministratrice locale che è stata sindaca per 10 anni del Comune di Cantagallo, e che in ragione del suo incarico ha inevitabilmente avuto rapporti con la più importante azienda del territorio (il Gruppo Colle, per l’appunto), e che sempre in ragione del suo incarico ha dovuto inevitabilmente prendere decisioni che hanno impattato sugli interessi della stessa azienda, è opportuno che poi, finito il mandato, sia assunta da una società partecipata da quella stessa azienda (di nuovo, il Gruppo Colle)?

Matteo Mazzanti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, ieri l’ha messa giù un po’ più pesante, accusando senza mezzi termini Ilaria Bugetti di non aver detto la verità quando ha depositato le dichiarazioni dei redditi e il curriculum vitae in Regione dopo essere diventata consigliera regionale. Messa così, l’accusa non è giustificata, perché Ilaria Bugetti ha effettivamente dichiarato «redditi di lavoro dipendente e assimilati» nelle dichiarazioni dei redditi depositate in Regione dal 2020 al 2023, come ha chiarito sempre ieri il presidente del Consiglio regionale e suo compagno di partito Antonio Mazzeo, e nella scheda anagrafica «ha dichiarato di essere impiegata come lavoratrice dipendente» dice sempre Mazzeo, aggiungendo che «la consigliera non ha presentato richiesta di aspettativa, essendo non obbligatoria ai sensi dell'articolo 31» dello Statuto dei lavoratori, con tutto quello che ne consegue in termini di contributi. Solo che non ha detto di chi era dipendente. La società Brokertechno con la quale Bugetti ha un contratto di lavoro part time non è citata nel suo curriculum vitae. E questo fa tutta la differenza del mondo. Non in termini legali ma in termini di opportunità politica.

È per questo che Mazzanti, il coordinatore di FdI, si sente in diritto di insistere e accusa. «Oggi Ilaria Bugetti deve ai cittadini chiarezza: perché ha omesso, fino alla lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mazzeo, di indicare quale attività lavorativa svolgesse? Rispondere, o meglio non farlo, con un'alzata evasiva di spalle non può e non deve essere il comportamento di una persona che non solo già ricopre un ruolo istituzionale, ma che si candida alla guida di Prato».

Prima di Mazzanti era stato il consigliere regionale Francesco Torselli a sollevare il caso, e la Bugetti gli ha risposto a tono mercoledì sera in piazza del Comune ribadendo che è tutto regolare, tutto trasparente, non ci sono misteri. «Sono a corto di idee e sanno solo gettare fango» ha detto in sostanza la candidata sindaca.

In tutto ciò, curiosamente, l’unico che non spinge sull’acceleratore delle polemiche è il candidato sindaco del centrodestra, Gianni Cenni, che pure è stato indicato dal partito che ora è il principale accusatore di Bugetti. Anche ieri Cenni ha parlato coi giornalisti ma ha preferito soffermarsi su piccoli particolari della campagna elettorale, il Paperino che rischia di scomparire, le transenne a Figline sul ponte della Bardena a sette mesi dall’alluvione, le buche nelle strade tappate in fretta e furia. «Certe cose sono entrate in campagna elettorale senza che nessuno dei protagonisti le volesse far entrare – ha spiegato – Io cerco fino in fondo di non togliermi i guanti». 

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