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Il caso

Prato, braccio di ferro tra l’Asl e il primario di Anestesia a cui è stato revocato l’incarico

di Paolo Nencioni

	Il dottor Guglielmo Consales, fino a venerdì primario dell'area di Anestesia e rianimazione del Santo Stefano
Il dottor Guglielmo Consales, fino a venerdì primario dell'area di Anestesia e rianimazione del Santo Stefano

Il direttore generale esautora il dottor Consales dopo le lamentele di una parte dei medici. Lui impugna la delibera ed è pronto a dare battaglia: «Amo questo ospedale e voglio restare qui»

26 marzo 2024
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PRATO. E’ muro contro muro tra la direzione generale dell’Asl Toscana Centro e il dottor Guglielmo Consales, fino a venerdì 22 marzo primario dell’area di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Santo Stefano. Proprio venerdì il direttore generale Valerio Mari ha revocato l’incarico di primario al dottor Consales, affidandolo ad interim al dottor Simone Magazzini, dirigente dell’area di Emergenza urgenza. Una decisione clamorosa, quella contenuta nella delibera pubblicata dall’Asl, che arriva al termine di un duro braccio di ferro tra il dottor Consales e i medici a lui sottoposti. Il diretto interessato però non ci sta, e fa sapere di aver già impugnato la delibera.

Secondo la versione dell’Asl, una parte consistente dei medici sottoposti a Consales si sarebbero lamentati con la direzione aziendale per gli eccessivi carichi di lavoro, i mancati riposi, le ferie saltate e la scarsa valorizzazione professionale. Tutti i tentativi di mediazione, dice l’Asl, sono falliti e nel mese di ottobre i medici si sono rivolti alla più importante sigla sindacale del settore, l’Aaroi, che ha proclamato lo stato di agitazione, con la conseguente interruzione di qualsiasi attività in forma di produttività aggiuntiva, cioè gli straordinari.

Che cosa significa? Che i medici anestesisti e rianimatori non hanno più dato la disponibilità a prestare servizio oltre l’orario normale. A novembre, si legge nella delibera firmata dal direttore generale Valerio Mari, la situazione è ulteriormente peggiorata ed è definitivamente precipitata quando è uscito lo schema di orario di servizio per il mese di marzo, che avrebbe comportato la cancellazione di 80 sedute operatorie all’ospedale. Tenuto conto che in ogni seduta si effettua più di un intervento, l’Asl calcola che ne sarebbero saltati molti più di 80.

A questo punto la direzione generale, si evince dalla delibera, ha chiesto al dottor Consales di fare delle modifiche, che secondo l’Asl non sono state fatte. È stata dunque la direzione generale a recuperare risorse negli ospedali vicini, mettendo a posto le cose per il mese di marzo, ma quando è uscito lo schema di orario per il mese di aprile il problema si è ripresentato: sarebbero saltate non più 80 sedute operatorie, ma addirittura 110, «senza che il dottor Consales – si legge nella delibera dell’Asl – si sia attivato in alcun modo al fine di verificare la possibilità di mitigazione di ipotesi gravemente lesiva degli interessi dei pazienti e dell’Azienda».

Per questo il direttore generale ha preso la decisione di staccare la spina, revocando l’incarico di direzione dell’area Anestesia e rianimazione al dottor Consales e affidandola temporaneamente al dottor Simone Magazzini. È presumibile che la storia non finisca qui e diventi una vicenda di carte bollate.

«Ho subito impugnato la delibera perché la ritengo non veritiera – dice il dottor Consales – E’ vero che c’è stato un problema nei mesi scorsi, ma quella deliberaè quantomeno intempestiva perché fa riferimento a una situazione che è di qualche mese fa. Era stata segnalata una situazione di impegno eccessivo nei mesi di ottobre e novembre e dunque era stata bloccata l’attività aggiuntiva. Tenete conto che noi abbiamo sempre avuto uno standard lavorativo basato su una quantità notevole di straordinario. Ora l’attività era ripresa perché le rivendicazioni che portarono all’agitazione sindacale avevano originato un impegno a ridurre i carichi di lavoro. Abbiamo dato più spazio agli orari di Rianimazione e abbiamo elaborato diverso sistema di ricovero, sempre in Rianimazione, con criteri stringenti, per consentire una temporanea riduzione di alcuni letti e avere un rapporto tra medici di guardia e malati più vicino alla teoria. Dunque non è vero che non ho fatto nulla. Ed è per questo che quella delibera mi sorprende. L’azienda lo sa che ho fatto quelle cose, che ho preso quelle decisioni. E ripeto, è una delibera intempestiva. Tanto è vero che lo stato di agitazione è rientrato ed è ricominciata l’attività aggiuntiva».

Il dottor Consales contesta anche le stime sugli interventi chirurgici che sarebbero saltati. «Sono numeri folli – dice – A marzo l’Asl calcola 80 sedute in meno, ad aprile 110. Vuol dire che in quell’orario lì si considera solo l’orario istituzionale. E’ normale che con l’orario istituzionale, senza straordinari, non si possano coprire tutti i turni. In aprile era previsto qualche “vuoto” in più (cioè sedute operatorie non coperte, ndr) anche perché un medico è andato in pensione. Con l’orario base ci sarebbero ogni mese da 55 a 80 “vuoti”. In altre parole, quando si calcola che ci sono sedute non coperte è solo una questione amministrativa: quelle sedute devono essere coperte con l’attività aggiuntiva».

Il dottor Consales è convinto che dentro l’Asl ci sia qualcuno che non gli vuole bene, ma è deciso a non mollare. «Sono qui da 15 anni, quando arrivai da Careggi, e qui voglio restare perché amo questo ospedale. Come tutti gli anni ho chiesto l’attivazione del concorso. In tutta Italia ci sono problemi con gli anestesisti anche da altre parti, non ce ne sono abbastanza. Qui non se ne sono accorti perché abbiamo lavorato come forsennati».

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