Il Tirreno

Prato

Diritti e giustizia

Vittime di reati non denunciati: a Prato apre lo sportello di sostegno

di Alessandro Formichella

	La sede della Società della salute di Prato
La sede della Società della salute di Prato

Nasce nella sede della Società della salute per un supporto legale e psicologico

29 gennaio 2024
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 PRATO. Il numero verde 800 777 811 potrebbe diventare più diffuso e comune di quanto si pensi. Arriva anche a Prato, attraverso un progetto finanziato dal ministero della Giustizia in collaborazione con la Regione Toscana e la Società della Salute pratese, il primo sportello per le vittime di qualsiasi reato che cercano un supporto gratuito sia per la conoscenza dei propri diritti sia per l'ascolto durante tutto il percorso giudiziale.

Si tratta del primo passo nell'attuazione della direttiva europea numero 209 del 2012, che impone a tutti i paesi membri della Ue l'adozione di ogni strumento utile per far valere le norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato. Una questione che tocca da vicino e troppo spesso centinaia di cittadini in ogni città che, per motivi diversi tra loro, spesso subiscono dei reati e non trovano il coraggio di porre la questione in termini legali. È il “sommerso” dei reati, si potrebbe dire, che non vengono citati dalle statistiche e spesso neppure denunciati alle forze dell’ordine.

Il servizio di supporto, sia legale che psicologico, avviene in varie fasi e può essere svolto anche sui minori, magari vittime di bullismo o "bossismo" fra i banchi di scuola o in altri luoghi, o di violenza di genere o di presunto mobbing sul luogo di lavoro da parte del capoufficio o dai colleghi. Chiunque si senta vittima di un reato, violenza di genere, un furto subito, un danno oppure non abbia più le forze per sostenere un comportamento vessatorio o doloso nei propri confronti, può chiamare il numero verde dello sportello, chiedere un appuntamento e parlare con degli avvocati e degli psicologi per conoscere meglio i propri diritti e l'eventuale successivo percorso da fare.

È dopo il confronto che, su indicazione dei legali e degli esperti, che si può aprire la strada di una denuncia con il proseguimento del supporto addirittura fino all'accompagnamento alle udienze nelle aule del tribunale. In caso di avvio del procedimento giudiziario, lo sportello indica alla vittima la lista degli avvocati iscritti all'Ordine professionale e l'eventuale possibilità di accedere a un’assistenza legale con il patrocinio gratuito.

A Prato, la gestione dello sportello per le vittime di reato si trova in via Roma nella sede della Società della Salute ed è operata dall'associazione fiorentina Aleteia, da tempo impegnata anche sul fronte della giustizia riparativa, in sinergia con la cooperativa Intrecci. Entra così, nel mondo delle giustizia, un sostegno istituzionale che fino ad oggi in alcuni casi poteva essere svolto solo attraverso un impegno volontario.

«L'applicazione della direttiva europea 209 del 2012, fornisce uno strumento importante per far emergere, ci auguriamo, il sommerso dei reati che, motivi diversi tra loro, non vengono tirati fuori; si subiscono e non vengono denunciati», spiega l'avvocato Simone Stefani, presidente dell’associazione Aleteia che gestisce lo sportello a Prato.

«Ad oggi mancano statistiche e numeri per capire fino in fondo quanto sia la parte dei reati subiti dalle persone che non proseguono in un'azione giudiziaria o riparativa. C'è da pensare, comunque, che si sia davanti a numeri alti. L'associazione si occupa di seguire la vittima in ogni passo, dalla conoscenza dei propri diritti, fino ad affrontare il percorso in tribunale, accompagnandolo alle udienze. Si tratta di un supporto importante se si pensa alla condizione di una persona che ha subito un reato», prosegue l'avvocato Stefani.

«Le tipologie dei reati che non vengono denunciati, o per paura personale o per motivi economici o per timore di perdere ad esempio il posto di lavoro, sono tantissime. Il supporto che diamo alla vittima è proprio quello di sostenerlo da un punto di vista personale e tecnico sui passi che deve compiere, se lo vorrà. Il supporto psicologico determina altresì un ulteriore campo di azione indispensabile. Affrontare una controversia in tribunale, può essere una cosa faticosa anche sul piano emotivo – dice la vicepresidente di Aleteia, l'avvocatessa Laura Basilio – ma adesso il supporto adeguato può esserci, con questo servizio che molto probabilmente si diffonderà sempre di più nei territori. La vittima dovrà scegliere un avvocato dall'Ordine professionale che non interferisca con chi opera allo sportello», sottolinea. 

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