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Il caso

Prato, parte la crociata contro la pipì dei cani

di Maria Lardara
Tiziano Massara mostra il testo della petizione
Tiziano Massara mostra il testo della petizione

L’edicolante di piazza Duomo ha raccolto 150 firme di negozianti e residenti

18 novembre 2023
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PRATO. La premessa è d’obbligo, a scanso di equivoci. Anche Tiziano Massara, l’edicolante di piazza Duomo, ha un amico a quattro zampe: per l’esattezza, un cagnolino in famiglia da otto anni. «E infatti non ce l’ho con i cani ma con i loro padroni che, incuranti di negozi, monumenti e palazzi storici, fanno fare la pipì ai loro cani in centro e non la puliscono». Non fa eccezione l’edicola di Massara che trova spesso tracce dell’odioso “ricordino” sulle serrande imbrattate tanto da essere lui costretto a lavare le superfici.

Ecco perché da pochi giorni ha lanciato una petizione per chiedere al Comune che i comportamenti incivili da parte di alcuni proprietari vengano puniti e sanzionati da parte della polizia municipale. Il commerciante ha già raccolto 150 firme, fra cui quella di esercenti che si affacciano su corso Mazzoni e piazza Duomo dove spesso i muri di case e negozi sono scuriti dai “bisognini” tanto da costringere i proprietari a dare una passata di vernice. «Spesso – racconta Massara – si assiste a scene in cui i padroni dei cani si avventano contro i negozianti che giustamente chiedono come debbano essere ripuliti i beni imbrattati».

A farne le spese non è solo la sua attività commerciale. «Vengono imbrattate chiese, fontane, palazzi storici – prosegue – senza che nessuno impedisca questo malcostume come se fosse una cosa regolare». La petizione ha bisogno di altre 150 firme per approdare in commissione consiliare. Basterebbe far rispettare l’articolo 26 del regolamento comunale di polizia urbana che, al comma 6, prevede come «in luogo pubblico o aperto al pubblico è vietato condurre cani o altri animali non detenendo le attrezzature o gli strumenti opportuni per contenere o rimuovere gli escrementi, ovvero omettendo di raccogliere immediatamente gli escrementi stessi qualora vengano depositati in luogo pubblico o aperto al pubblico».

Violare ciò può costare una multa di 50 euro. Il punto è cogliere in flagrante chi non pulisce dopo aver fatto fare la pipì al proprio cane. «Avevamo avuto altri esposti nel periodo estivo – fa sapere il comandante della polizia municipale Marco Maccioni – ma con l’arrivo della stagione delle piogge sembravano ridimensionate quelle lamentele legate soprattutto all’odore nauseabondo acuito dal caldo. Le sanzioni vengono fatte ma un’oggettiva difficoltà è cogliere in flagrante chi viola il regolamento comunale».
 

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