Il Tirreno

Prato

L’indagine

Prato, botta e risposta tra italiani e cinesi: 24 ragazzi denunciati per le due risse

di Paolo Nencioni
Prato, botta e risposta tra italiani e cinesi: 24 ragazzi denunciati per le due risse

Polizia e carabinieri hanno indagato sugli scontri del 20 e 21 febbraio ai giardini di via Boito e a quelli di via Colombo

06 maggio 2023
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PRATO. Sono ben 24, e non solo 12 come era emerso in un primo momento, i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, che sono stati denunciati dalla polizia e dai carabinieri all’esito delle indagini su due violente risse avvenute il 20 e il 21 febbraio, la prima ai giardini di via Boito, la seconda ai giardini di via Colombo. Lo ha chiarito ieri la stessa Questura in una nota nella quale ricostruisce i risultati degli accertamenti. Tutti i ragazzi sono accusati a vario titolo di rissa e lesioni anche gravi.

Le indagini sono partite dopo l’episodio del 21 febbraio, perché è stato quello più cruento, nel corso del quale un quattordicenne è stato preso a martellate in testa ed è finito all’ospedale pediatrico Meyer con una frattura cranica.

Stando alla ricostruzione della polizia, è difficile non pensare a uno scontro anche “etnico” perché un gruppo, si spiega, è composto esclusivamente dai figli di genitori cinesi, mentre l’altro è più composito (italiani, albanesi e marocchini). Sembrerebbe dunque che l’aggressione del 21 febbraio ai giardini di via Colombo sia stata una spedizione punitiva dei ragazzi cinesi che il giorno prima erano stati picchiati in via Boito dal gruppo italo-albanese-marocchino.

Anche il quattordicenne preso a martellate risulta indagato con l’accusa di rissa (non è chiaro se perché fosse presente in via Boito o perché abbia avuto una parte attiva nella successiva rissa di via Colombo).

Polizia e carabinieri hanno raccolto testimonianze e hanno esaminato le immagini di uno o più video che hanno ripreso la rissa del 21 febbraio. Poi, giovedì mattina, sono andati a bussare alle porte delle case dove vivono i 24 ragazzi e hanno proceduto ad altrettante perquisizioni alla ricerca di prove.

I ragazzi sono stati interrogati al Comando provinciale dei carabinieri e in Questura e poi sono stati riaffidati ai genitori.

Al momento non sono emerse particolari motivazioni all’origine dei due scontri, se non futili motivi. Non ci sono, insomma, elementi per affermare che il primo pestaggio, quello dei giardini di via Boito, sia stato provocato da un odio razziale verso i cinesi; né che il secondo abbia origine da un odio verso gli italiani.

Le due risse in ogni caso non sono episodi isolati, come si è visto anche in tempi recenti con la segnalazione di altre scazzottate tra adolescenti che sono la spia di un disagio crescente tra i giovani. 

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